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Articoli taggati ‘lega nord’

Dal fumetto anti-discriminazione alla lettera anti-disciminazione

05/11/2010 Lascia un commento

In risposta al post riguardante il fumetto distribuito dai Giovani Padani, il segretario provinciale della Lega risponde con la seguente lettera:

Ho letto con attenzione l’articolo di Stefano Negro, il quale criticava la proposta del Governatore del Piemonte Cota, riguardo la modifica del’assegnazione delle borse di studio per gli studenti degli atenei piemontesi. Innanzitutto replico alla sua opinione relativa al volantino distribuito in occasione della manifestazione tenutasi il 2 novembre, davanti all’Università degli Studi di Torino, nel quale si voleva dare il quadro della situazione agli studenti. Le raffigurazioni sul volantino erano volte a “catturare” subito l’attenzione dello studente, evitando di distribuire i soliti volantini che essendo pieni di dati politici, il più delle volte, possono risultare noiosi. Se al sig. Negro è sfuggita questa accezione che si voleva dare, sfrutto quest’occasione per portarla alla sua conoscenza. Per quanto riguarda la questione più prettamente politica, ribadisco il concetto espresso dal Presidente Cota, ossia che si dovrebbe chiedere alle Regioni di residenza di contribuire nell’erogazione delle borse di studio, per gli studenti che decidono di studiare non nella propria Regione, ma in altre a loro più “gradite”. Questo provvedimento è volto ad assicurare una più ampia copertura nell’erogazione delle borse stesse, senza intaccare il diritto allo studio di nessuno. Soprattutto in periodi di difficoltà economica, come quello attuale, in cui si è costretti a tagliare in alcuni settori, non si è voluto intaccare quello che è il diritto ad avere un sostegno economico nel proprio percorso di studi. Per fare ciò, si rende inevitabilmente necessario, però, richiedere alle Regioni di appartenenza degli studenti un contributo, proprio in ragione del fatto che questo diritto si vuole garantire al più alto numero di studenti possibile. Infine per quanto riguarda la chiusura degli sportelli universitari a Cuneo e ad Alba, a fronte di ciò si stanno comunque implementando le strutture volte a favorire il disbrigo delle pratiche per via telematica. Questo è quanto si vuole fare, al di là di inutili tentativi di aggrapparsi al paventato “attentato” al diritto allo studio. Se però non fosse ancora chiaro, potremmo sempre inviarle un volantino, questa volta però cercheremo di essere più attenti nel disegnarlo”.

Alberto Brignone

Coordinatore Provinciale Mgp

Segretario Organizzativo Provinciale Lega Nord

Tralasciando la questione politica, che certamente verrà certamente discussa accuratamente nelle sedi opportune con le usuali frasi fatte e discorsi a decibel notevoli, rispondo alla parte di cui effettivamente parla il post, ovvero il fumetto.

Era chiaro che l’intento del volantino fosse  “attirare l’attenzione” degli studenti (altrimenti non si spiegherebbe la distribuzione davanti all’università) ma, come insegnano i migliori pubblicitari, lo scopo di creare “attesa” nell’utente serve per poi spiegare le proprie argomentazioni. Sarebbe bastato inserire sotto al fumetto un paio di righe spiegando il perchè e come gli studendi di altre regioni “ruberebbero” le borse di studio agli studenti piemontesi, sempre ammesso che essi ne abbiamo maggior diritto rispetto ai primi.

Personalmente ritengo che l’eccellenza si raggiunga soprattutto con una selezione per merito, capacità e impegno. Non per geografia. Probabilmente è anche grazie agli studenti “extraregionali” che l’Università di Torino è considerata la terza migliore università d’Italia tra quelle con più di 40.000 iscritti. Oppure si vada a vedere se all’università di Cambridge tutti gli studenti sono del Cambridgeshire.

P.S. Mi piacerebbe molto ricevere il volantino a mezzo posta. Se il Sig. Brignone mi lasciasse cortesemente la sua mail potrei farle avere i miei dati anagrafici per la spedizione.

Il fumetto anti-discriminazione

03/11/2010 Lascia un commento

La settimana scorsa il Presidente delle Regione Cota aveva lanciato la proposta di destinare i fondi per l’aiuto agli studenti universitari solo ai residenti in Piemonte. Alla sua dichiarazione avevano fatto eco voci di protesta e di assenso, ma sembrava che la sua fosse soltanto una provocazione che si sarebbe dissolta in pochi giorni. Invece così non è.

I ragazzi del Movimento Giovani Padani, capitanati dall’onorevole Piemontese Davide Cavallotto, hanno cavalcato l’onda della protesta per lanciare una proposta “contro le discriminazioni”. Sembrerebbe una proposta lodevole e condivisibile da tutti, ma se si va nel dettaglio si scopre che le discriminazioni sono degli studenti meridionali a danno dei Piemontesi.

Secondo Cavallotto infatti “Oggi seimila universitari piemontesi non possono usufruire del diritto alla borsa di studio perché le risorse a disposizione devono essere utilizzate per studenti provenienti da altre regioni. È indispensabile che ognuno faccia la sua parte perché il Piemonte non può pagare per tutti”.

I Giovani Padani hanno impugnato le armi (metaforicamente parlando) e Martedì 2 Novembre hanno organizzato una manifestazione davanti all’Università degli studi di Torino dove hanno distribuito migliaia di volantini di “denuncia”. Il volantino raffigura un fumetto in cui i poveri studenti piemontesi non possono accedere alle borse di studio mentre l’orda di ragazzi delle altre regioni (Umbria, Emilia, Puglia, Campania, casualmente non Veneto e Lombardia) fa man bassa di contributi. La spiegazione, alquanto tecnica e contenente dati inconfutabili, termina con una eloquente spiegazione dei criteri di assegnazione delle borse di studio: STUDENTI PIEMONTESI TIE!

Davanti a contante argomentazioni risulta davvero difficoltosa una replica che non scenda a livelli di bassezza morale, ma si può tentare comunque.

Se si va a vedere il bando per il conseguimento delle borse di studio dell’EDISU (L’ente per il diritto allo studio) si nota che i fondi sono erogati in base a diversi criteri: anno di frequenza, condizione economica, requisiti di merito, condizione abitativa.

Il 35% delle borse sono riservate agli studenti che si iscrivono al primo anno nelle università piemontesi. Il restante 65% sarà quindi riservato agli studenti non-piemontesi? No, semplicemente a quelli iscritti ad un anno successivo al primo.

Sarà allora il criterio abitativo a discriminare i Piemontesi? Nemmeno, perché esso diversifica i fondi se lo studente è residente nel comune dell’università, se è pendolare (comune distante al massimo 60 minuti di viaggio dall’università) o fuori sede. Anzi, questa tipologia mette sullo stesso piano uno studente di un’altra regione e uno studente abitante per esempio nelle Langhe, essendo entrambi indicati come “fuori sede” ma con ben diverse difficoltà.

Saranno quindi le condizioni economiche a discriminare i Piemontesi? Ancora no, dato che la situazione economica è determinata dalla dichiarazione ISEE, che è equivalente per tutte le famiglie a livello nazionale. Inoltre l’Ente controlla il 100% delle dichiarazioni, perciò non si può nemmeno pensare di “barare” per ottenere i fondi.

Saranno infine le condizioni di merito? Sarà che i licei “meridionali” sono molto più facili dei nostri licei Piemontesi Doc? Anche stavolta è un no. Le condizioni di merito vengono misurate nell’università e non ai licei di provenienza e le borse sono distribuite in base al rapporto esami passati\voto conseguito.

Sembra quindi che le numerose e supportate argomentazioni del volantino non trovino molti riscontri nel bando delle borse di studio. Attenderemo quindi la prossima uscita di questo avvincente fumetto per sapere come va a finire la storia.

Parentopoli-Piemonte: la giunta Cota piazza i parenti in Regione

09/09/2010 Lascia un commento

La giunta Cota tiene famiglia. E fa di tutto per piazzarla in Regione. Senza escludere nessuno: fratelli, figli, mariti e mogli. parenti di esponenti sia PdL che Lega, indistintamente. C’è un po’ di tutto nella “parentopoli” che prende corpo nelle stanze della Regione Piemonte, raccontata stamane da Tommaso Labate de Il Riformista: “La figlia del capogruppo che lavora col presdiente, la moglie dell’assessore assunta alle dipendenze di un altro assessore, la sorella di un onorevole che ha un contratto col gruppo consiliare“. Gli organigrammi consiliari sembrano davvero un gigantesco stato di famiglia. Ed è divertente scorrere l’elenco dei fortunati familiari dei politici eletti in Piemonte assunti con contratti a tempo determinato, contratti di collaborazione e consulenze.

I PARENTI DEGLI AMICI – C’è Michela Carossa, figlia del capogruppo della Lega Mario, che lavora nella segreteria del governatore Roberto Cota, come “addetto collaboratore dell’ufficio comunicazione“. C’è Paola Ambrogio, moglie dell’assessore all’Ambiente Roberto Ravello, che lavora alla segreteria dell’assessore regionale ai Trasporti William Casoni, dove svolge “attività di direttiva istruttoria complessa a supporto dell’assessore nelle materie delegate“. Piazzata pure Maria Cristina Toselli, sorella del consigliere regionale Francesco, lavora al gruppo del Popolo delle Libertà. Una delle sue colleghe è Daniela Rasello, figlia del consigliere regionale Rosanna Costa. Con loro siede in scrivania anche Giovanna Armosino, sorella di Maria Teresa, presidente della provincia di Asti, e deputata nazionale per il partito berlusconiano.

FAMIGLIE INTERE IN REGIONE – In Regione c’è pure Sabrina Giovine, sorella del capogruppo dei Pensionati con Cota, Michele, che lavora a stretto contatto col suo familiare. Anche il gruppo degli ambientalisti di centrodestra, i Verdi Verdi, ha avuto la stessa idea. A lavorare in regione ha piazzato i parenti del leader nazionale Maurizio Lupi (omonimo del più noto parlamentare PdL): la moglie Lorella, la figlia Sara, i fratelli Alberto e Alessandro. Ci sono anche le famiglie non imparentate coi politici ma adeguatamente accontentate. Sorprendente la cura con cui è stato affidato un incarico a due coniugi: Giuseppe Cortese e Isabella Arnoldi. Il primo è responsabile dell’Ufficio comunicazione di Cota, la seconda è responsabile dell’Ufficio comunicazione di Massimo Giordano, braccio destro del governatore e Assessore allo Sviluppo Economico. Coincidenze?

fonte:http://www.giornalettismo.com/archives/80540/piemonte-cota-parentopoli-regione/

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