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Articoli taggati ‘Mariano Rabino’

Addio Rabino addio..

21/03/2011 Lascia un commento

siccome è uscito qualcosa sul Corriere della Sera…ebbene sì sto facendo le valigie dal Pd…non intendo rinnovare l’iscrizione e la prossima settimana rassegnerò le dimissioni da vicesegretario regionale…da mesi non mi riconosco più nel profilo
e nella azione del Partito Democratico…grazie a tutti quelli che hanno lavorato con me…, a quelli che mi hanno sopportato, e in bocca al lupo a chi ancora ci crede!

Con queste parole scritte sabato scorso sulla sua pagina di Facebook l’esponente albese e vicesegretario regionale del Partito Democratico Mariano Rabino lascia ufficialmente il Partito.

Alla notizia sono seguite subito numerose richieste di spiegazioni e di ripensamento: “non sono d’accordo che i migliori se ne vadano, se si deve combattere contro un certo andazzo si può farlo solo rimanendo al proprio posto, se nel partito qualcuno ti ha votato è perchè ha fiducia in te, non mollare per favore”, “Ti esorto anch’io a ripensarci..al di là di ogni divergenza nel merito dell’analisi della situazione attuale del PD…un partito che dobbiamo smettere di guardare dall’alto ( da Roma o Torino) e costruire invece dal basso” “Mi spiace, stai facendo un grosso errore!!!!” sono alcuni dei commenti ricevuti dall’(ex) esponente del PD.

Dall’altra parte vi sono state anche delle voci di consenso con la decisione di Rabino, soprattutto da chi guarda la situazione del partito “dall’esterno”: “Ce ne hai messo a uscire da sto PD…”, “Bravo Mariano. Era ora. Il PD e’ stata per me la più cocente delusione politica: mai una speranza e’ stata stravolta, trasformata e delusa in così poco tempo.”.

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Il ricorso al Tar visto a 360 gradi.

22/07/2010 Lascia un commento

Come ormai tutti sapranno durante la notte del 16 Luglio il Tar del Piemonte ha deciso di accogliere due dei quattro ricorsi presentati dopo l’elezione di Roberto Cota a Presidente della Regione. I ricorsi riguardano presunte irregolarità riscontrate in due liste che appoggiavano il centrodestra (“Al centro con Scanderebech” e “Consumatori”) e hanno quindi deciso per il riconteggio delle schede che riportavano voti a favore delle due liste. I voti da ricontrollare sono in tutto 14.980. Fondamentale nel conteggio dei voti validi sarà la presenza o meno della crocetta sul nome di Roberto Cota oltre che quella sul partito, in quanto sinonimo di voto diretto al Presidente.

Entro trenta giorni saranno quindi ricontrollate le schede “incriminate” e sapremo se le schede annullate saranno più di 9.286 (i voti di differenza tra i due candidati alle elezioni): in questo caso si potrebbe andare a nuove elezioni o potrebbe addirittura essere automaticamente venire eletta l’ex Presidente Bresso. Si dovrà però attendere anche la decisione del Consiglio di Stato, a cui si è appellato Cota.

Naturalmente tutti gli esponenti di spicco della politica Regionale e locale ne hanno approfittato per dare la propria opinione in merito alla vicenda: chi soddisfatto della decisione dei giudici, chi meno.

Mariano Rabino, ex consigliere Regionale, ritiene che “La decisione assunta dal Tar del Piemonte conferma la fondatezza dei ricorsi presentati da alcune liste della coalizione di centrosinistra e la sussistenza di gravi irregolarità avvenute nelle scorse elezioni regionali.” e aggiunge “quando a Cota servono i voti li prende anche da delinquenti politici recidivi e accetta l’apparentamento con il ricatto pur di ingrossare le fila della coalizione…quando la cosa fa schifo dice che qualcuno vuole truffare i piemontesi e che lui è la prima delle vittime…” in merito alla candidatura di Michele Giovine, già sotto processo per truffa.

Teresio Delfino, presidente dell’UDC Piemonte, dichiara “Evocare complotti, negare il riconteggio, sostenere trame oscure senza nessun elemento concreto significa solo fare confusione per nascondere la realtà di procedure truffaldine oggi smascherate. Le sentenze o si impugnano nelle sedi competenti o si applicano: tutto il resto è pura polemica per alzare polveroni e nascondere i fatti.

Fabio Di Stefano, consigliere Provinciale IDV, sulla sua pagina Facebook ricorda che “In Molise nel 2000 accadde la stessa cosa …a parti invertite …aveva vinto il centrosinistra…si tornò alle elezioni ….vinse il centrodestra 18 mesi dopo ….“.

Dall’altro schieramento,  il più stizzito per la decisione del Tar è naturalmente il Presidente Cota, che ha caldo ha commentato “Il Piemonte ha bisogno di essere governato, non di perdere tempo o di giocare come fa “qualcuno” che ogni volta tira fuori qualcosa di nuovo invece di fare un’opposizione seria e democratica. I miei legali faranno ricorso al Consiglio di Stato sulla sentenza, e per quanto mi riguarda continuerò a lavorare.” Seguito dal Ministro Calderoli, che ha dichiarato in una nota “A questo punto cambiamo larticolo 1 della Costituzione, che al secondo comma recita che la sovranità appartiene al popolo e non dice invece che appartiene ai Tar, come viceversa si dovrebbe dedurre dopo la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale del Piemonte.

Il nuovo Presidente del gruppo consiliare PdL in Regione, Luca Pedrale ha dichiarato “Abbiamo raccolto le firme dei Consiglieri regionali a supporto della richiesta di un Consiglio straordinario sulla Legge regionale numero 21, ovvero sulla legge che ha introdotto la regola che ha consentito la presentazione delle liste ‘Al centro con Scanderebech’ e ‘Consumatori’, al centro dei ricorsi al Tar.[...] Il Consiglio straordinario sarà l’occasione per spazzare via molte ipocrisie e ricordare che quella legge fu votata dal centrosinistra piemontese.

Infine Fabrizio Biolè, consigliere Regionale del Movimento 5 Stelle, ha commentato “la giustizia faccia il suo corso. Solo mi dispiace per le spese che i Piemontesi in questo periodo si sarebbero volentieri risparmiate.

Insomma, tanti pareri differenti per una situazione tutt’altro che risolta. L’unica cosa certa è che, tra riconteggi, ricorsi e controricorsi, questa vicenda è lungi dal trovare una fine.

Alcune dichiarazioni sono riprese da targatocn.it e cuneocronaca.it

Il Pd nudo con le mani in tasca.

29/04/2010 Lascia un commento

Finite le elezioni, è tempo per i vincitori di festeggiare e per gli sconfitti di analizzare le ragioni della sconfitta.

Ad uscire sconfitta dalle elezioni regionali è la politica in generale, che vede un drastico calo dei votanti  rispetto agli aventi diritto: 69% in diminuzione rispetto al 71,4% del 2005. A causa di questo dato molti i partiti hanno perso elettori:

  • Pdl: passato da 652.821 elettori (Fi+An) a 474.431 (178.390 voti in meno);
  • Pd: da 623.687 (Ds+Margherita) a 439.663  (184.024 voti in meno);
  • Udc: da 93.998 a 74.412 (19.586 voti in meno);

Mentre, nonostante il calo di affluenza, altri partiti hanno subito un notevole aumento:

  • Lega Nord: da 173.208 a 317.065 (143.857 voti in più);
  • IdV: da 30.947 a 130.649 (99.702 voti in più);

Il grande sconfitto è però il PD che si vede scippato del governo in regione e costretto a mandar a casa molti ormai ex  consiglieri.

Molti militanti del Pd stanno cercando un modo per risollevare le sorti del partito e riportarlo agli sfarzi di un tempo (se mai ci sono stati momenti sfarzosi nel Pd). Massimo Scavino pubblica su Gazzetta d’Alba e sulla sua pagina di Facebook una riflessione su come atturare una “rifondazione democratica” del PD.

Partire con il definire l’identità del Pd. Eh si, perché diciamoci la verità, nessuno sa bene cosa sia il Pd. Il Pd è un po’ come quegli imbucati al matrimonio, che tutti vedono e pensano “saranno parenti di altri” ma in realtà nessuno conosce. Chi davvero può dire di conoscere il Pd, sapere cosa vogliono fare, quali sono i loro obbiettivi, le loro finalità?

Dopo aver capito per bene chi sono, magari con l’aiuto di un bello specchio, puntare su proposte innovative e interessanti: laicità, ridimensionamento dei compensi della casta, economia verde, ascolto dei veri problemi dei cittadini. Tutte belle parole, peccato che in cinque anni di governo del Piemonte non si sia ridimensionato alcuno stipendio e che la loro “green economy” fosse una campagna elettorale incentrata su Tav e Nucleare. Certo, anche il nucleare in un certo senso crea del verde, quello delle radiazioni.

Mariano Rabino contribuisce a questa riflessione sul Pd e la affida al suo profilo di Facebook: “pensa che il Pd abbia bisogno di una frustata…liberale….non liberista…..che parta dal basso, dalla periferia!”. Gli elettori del Pd sono anni ormai che aspettano un cambiamento liberale e di sinistra della politica italiana, pian piano lo capiscono anche i politici. Bisogna dargli tempo, mica è il loro lavoro.

Infine, Mino Taricco propone un’accurata riflessione sul possibile cambiamento all’interno del partito, concludendo che  “dobbiamo uscire dai nostri cenacoli in cui si parla di “politica” e tornare nel concreto ad occuparci dei problemi delle persone”. Forse ha colto il nocciolo del problema: la politica non si occupa dei problemi delle persone.

Forse l’unico modo per rifondare davvero il Partito Democratico è svecchiare il partito, non nel senso di abbassare l’età dei politici, ma di trovare facce nuove, persone oneste con la voglia di fare e di lavorare per il paese, accantonando coloro che da vent’anni guidano il partito con i risultati visibili da tutti.

Si vedrà se davvero ci saranno cambiamenti. Il Pd intanto è spodestato dalla guida della Regione Piemonte, denudato dei propri poteri, a guardarsi intorno in cerca di idee. Con le mani in tasca.

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