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Il Consigliere Marrone contro il patrocinio di Torino al festival Gay.

12/04/2012 Lascia un commento

“Non si tratta di un “no” ideologico, ma penso che prima di metterci la faccia il Comune debba valutare la qualità di una manifestazione. E in questo caso le pellicole.”

Queste le dichiarazioni del 29enne consigliere comunale di Torino Maurizio Marrone, famoso per i blitz volti a “liberare” i centri sociali di Torino, che aumentano ancora di più le polemiche sul Festival del Cinema Gay di Torino.

Ogni anno la realizzazione del festival, uno dei più rinomati del suo genere in Italia ed Europa, porta con sé numerose polemiche sul sostegno pubblico di regione, provincia e comune al punto che quest’anno la Regione Piemonte ha negato il patrocinio alla manifestazione.

Certamente il mancato contributo pubblico ad una manifestazione del genere fa sorgere il dubbio che i rappresentanti politici che si schierano contro lo facciano per un atteggiamento omofobo. Fortunatamente il consigliere Marrone leva ogni equivoco con la sua dichiarazione: non è per omofobia, è che i film magari sono brutti e quindi la commissione cultura del Comune debba valutarli prima di rilasciare contributi.

Grande proposta quella del giovane talento della politica (evidentemente non della matematica):  i 18 consiglieri della Commissione cultura (tra cui figura anche Marrone) dovrebbero affittare una sala video per circa 8000 minuti senza interruzioni per guardare tutti i 136 film del Festival e solo a quel punto decidere se valga davvero la pena di erogare contributi.

Attendiamo con ansia le future proposte di Marrone per valutare la qualità delle manifestazioni: la commissione cultura dovrà leggere tutti i milioni di libri presenti al Salone di Torino per decidere se merita davvero i contributi ed infine imparare a memoria tutti i passi di Tango perché magari l’International Tango Torino Festival non ospita danzatori di qualità.

Parentopoli-Piemonte: la giunta Cota piazza i parenti in Regione

09/09/2010 Lascia un commento

La giunta Cota tiene famiglia. E fa di tutto per piazzarla in Regione. Senza escludere nessuno: fratelli, figli, mariti e mogli. parenti di esponenti sia PdL che Lega, indistintamente. C’è un po’ di tutto nella “parentopoli” che prende corpo nelle stanze della Regione Piemonte, raccontata stamane da Tommaso Labate de Il Riformista: “La figlia del capogruppo che lavora col presdiente, la moglie dell’assessore assunta alle dipendenze di un altro assessore, la sorella di un onorevole che ha un contratto col gruppo consiliare“. Gli organigrammi consiliari sembrano davvero un gigantesco stato di famiglia. Ed è divertente scorrere l’elenco dei fortunati familiari dei politici eletti in Piemonte assunti con contratti a tempo determinato, contratti di collaborazione e consulenze.

I PARENTI DEGLI AMICI – C’è Michela Carossa, figlia del capogruppo della Lega Mario, che lavora nella segreteria del governatore Roberto Cota, come “addetto collaboratore dell’ufficio comunicazione“. C’è Paola Ambrogio, moglie dell’assessore all’Ambiente Roberto Ravello, che lavora alla segreteria dell’assessore regionale ai Trasporti William Casoni, dove svolge “attività di direttiva istruttoria complessa a supporto dell’assessore nelle materie delegate“. Piazzata pure Maria Cristina Toselli, sorella del consigliere regionale Francesco, lavora al gruppo del Popolo delle Libertà. Una delle sue colleghe è Daniela Rasello, figlia del consigliere regionale Rosanna Costa. Con loro siede in scrivania anche Giovanna Armosino, sorella di Maria Teresa, presidente della provincia di Asti, e deputata nazionale per il partito berlusconiano.

FAMIGLIE INTERE IN REGIONE – In Regione c’è pure Sabrina Giovine, sorella del capogruppo dei Pensionati con Cota, Michele, che lavora a stretto contatto col suo familiare. Anche il gruppo degli ambientalisti di centrodestra, i Verdi Verdi, ha avuto la stessa idea. A lavorare in regione ha piazzato i parenti del leader nazionale Maurizio Lupi (omonimo del più noto parlamentare PdL): la moglie Lorella, la figlia Sara, i fratelli Alberto e Alessandro. Ci sono anche le famiglie non imparentate coi politici ma adeguatamente accontentate. Sorprendente la cura con cui è stato affidato un incarico a due coniugi: Giuseppe Cortese e Isabella Arnoldi. Il primo è responsabile dell’Ufficio comunicazione di Cota, la seconda è responsabile dell’Ufficio comunicazione di Massimo Giordano, braccio destro del governatore e Assessore allo Sviluppo Economico. Coincidenze?

fonte:http://www.giornalettismo.com/archives/80540/piemonte-cota-parentopoli-regione/

Le palle di Toselli…

22/03/2010 Lascia un commento

“Proprio oggi, mio figlio di 3 anni, che frequenta l’asilo comunale a Monforte d’Alba è arrivato a casa con in mano un pallone, con sopra stampato il faccione di Toselli e logo del suo partito.”Parole di un padre di famiglia, disgustato dal fatto che si arrivi a fare propaganda politica negli asili, minando così uno dei pochi periodi in cui l’onestà la bontà e l’innocenza vincono ancora sull’opportunismo, la viltà e l’egoismo.

Mandante del misfatto, il consigliere Francesco Toselli, candidato ad un altro mandato in regione per il Popolo delle Libertà.

A quali sotterfugi ed espedienti deve ricorrere un consigliere per aspirare a un altro mandato? Non dovrebbero forse parlare per lui i fatti, il lavoro svolto e le proprie capacità? Fortunatamente non è così, altrimenti Toselli non potrebbe contare su molte chance.

Francesco Toselli, Saviglianese classe ’63, è un perito agrario con alle spalle un’onorata carriera lavorativa. Ha operato infatti nell’azienda di famiglia (O.S.T. spa Le Cupole, proprietaria di Telecupole) per ben 4 anni, dal ’91 al ’95, prima di capire che il lavoro non faceva per lui. Si è quindi dato alla politica, vedendo in Forza Italia, appena nata, il partito che meglio lo rappresentava. Nel 1995 entra nel consiglio regionale e da allora, tra una poltrona provinciale e una regionale, trova sempre un comodo posto a sedere e un’adeguato compenso per le sue funzioni.

Certo non si può dire che il consigliere regionale Toselli stia con le mani in mano. Nel 2001 è stato tra i firmatari della famosa modifica delle indennità dei consiglieri (che aveva come primo firmatario Cota, il quale naturalmente oggi non ne proferisce parola), in cui si inserivano le autocertificazioni per i gettoni di presenza e per delle fantomatiche “riunioni fuori sede” che quindi meritavano rimborso. Inoltre si aumentava il rimborso di percorrenza per tutti i consiglieri dai 1.500 km precedenti a 3.000 km (che siano effettivamente percorsi o no). In totale nella legislatura 2001-2005 presenta ben 13 progetti di legge, di cui due per la modifica delle indennità e uno per i c0mpensi per la commissione consultiva delle leggi di iniziativa popolare.

Dal 2006 torna in regione come consigliere di minoranza, presentando 43 proposte di legge in cinque anni, notevole miglioramento rispetto alla precedente legislatura. Tra le 43 proposte spicca una delle poche a passare, la legge 331 del 2006: finanziamenti di un milione di euro per le tv locali, in particolare per telegiornali di carattere provinciale. Forse ricordo male, ma di cosa si occupa l’azienda di famiglia?

Ora si ricandida in regione, nonostane nemmeno un anno fa sia stato eletto consigliere provinciale. Probabilmente la provincia è troppa poca cosa per un politico di tale spicco. Come cavallo di battaglia del suo programma porta un maxi-finanziamento per le scuole piemontesi: 150 milioni di euro.

A cominciare dagli asili: più palle per tutti i bambini! Però solo palle di Toselli.

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