Cirio, la grande sfida: gli alleati

Mi ritrovo a dover scrivere del politicante numero uno di Alba a un giorno di distanza dall’articolo in cui si raccontava del suo giornale. Arriva infatti oggi nelle case dei langaroli uno dei settimanali d’informazione del territorio: La Gazzetta d’Alba.

Nemmeno il tempo di aprirla e sfogliare qualche pagina che ritrovo una lettera, anonima, di un lettore indignato per la pubblicità di Cirio all’interno del calendario in regalo con Gazzetta. La lettera recita così:

“Che bello, oggi è martedì:arriva Gazzetta d’Alba”. E’ la frase che ogni settimana si ode in casa mia. E’ il mio giornale, il nostro giornale, un grande giornale ricco di notizie, meticoloso ed essenziale, sensibile ai problemi del territorio. Abbinato all’ultimo numero trovo in regalo un meraviglioso calendario: omaggio del direttore. Titolo “2010, un anno di musica con gazzetta d’alba”. Come mi accingo a sfogliarlo vengo immediatamente rapita dalle incantevoli foto che riconfermano la bravura di Silvia Muratore e Bruno Murialdo. Sono foto che fanno sognare a occhi aperti!

La magia putroppo finisce in un baleno quando i miei occhi scorgono una frase presente da gennaio a marzo: “La voce di Langhe e Roero. Alberto Cirio. Il popolo della librtà”. La cosa mi lascia sbalordita e senza parole. Avverto subito un pugno allo stomaco. Mi sento tradita da Gazzetta d’Alba. Scusate l’ingenuità: il suddetto giornale non dovrebbe essere indipendente? Con grande dispiacere sarò costretta a cestinare il meraviglioso calendario in quanto la musica citata non è la mia musica!

Di solito poche lettere trovano risposta da parte della redazione, ma un simile affronto non può di certo passare inosservato. Ecco allora l’immediata risposta da parte di un giornalista di Gazzetta (anch’esso anonimo) :

Il calendario è un omaggio del giornale ai lettori e la pubblicità serve solo a sostenere, parzialmente, il costo. Certo, se un dono non è gradito a causa di un certo tipo di pubblicità non resta che prenderne atto. Non c’è comunqui alcuna svendita della nostra indipendenza, anche perchè tra l’altro il giornale ospita inserzioni promozionali di diverse parti politiche.

Argomenti validi quelli portati in risposta alla lettera, che però contengono qualche pecca.

Primo: è vero che essendo il calendario un omaggio, la sua diffusione si ha grazie agli inserti pubblicitari. Sono davvero pochi, per non dire nessuno, i calendari omaggio che non hanno all’interno pubblicità. Si dovrebbe però scegliere accuratamente la pubblicità da inserire in un calendario allegato a un settimanale. Come non si può pensare di mettere la pubblicità di un sexy shop o di un armeria, perchè potrebbero risultare offensivi, si dovrebbero allo stesso modo evitare pubblicità a scopo politico, religioso o ideologico. Si tratta pur sempre di un omaggio fatto alla totalità della popolazione e perciò non può contenere messaggi che qualcuno potrebbe non condividere.

Secondo: a una lettera del genere si potrebbe rispondere “se non ti piace hai solo da buttarlo, mica l’hai pagato.” Ma come ha diritto a ricevere l’omaggio un simpatizzante di Cirio, lo stesso diritto dovrebbe avere un simpatizzante di Rabino o persino una persona che non vuol sentire parlare di politica. Per questo motivo è sbagliato usare questo omaggio a scopi propagandistici (ricordiamo che il calendario ha come tema la musica).

Terzo: La Gazzetta sostiene che comunque non perde la propria indipendenza, dato che contiene pubblicità di diverse fazioni politiche. Affermazione che si è rivelata vera per il periodo elettorale, ma vediamo ultimamente che spazio hanno le diverse fazioni politiche. Sull’ultimo numero (5/1) vi è solo un’inserzione in prima pagina del buon Cirio. Penultimo numero (22/12) un paginone intero sempre per il nostro Cirio. Nel terzultimo (15/12) a pagina 7 troviamo Toselli (PDL), a pagina 11 paginone di Rabino (PD), Cirio probabilmente era in vacanza. negli ultimi tre numeri quindi abbiamo un risultato di 3 inserzioni a 1 per il PDL. Certo non è colpa di Gazzetta se il Pd non fa inserzioni, ma è giusto chiarire.

Contento che qualche altro lettore oltre a me abbia notato l’anomalia Ciriana, spero in futuro che il calendario di Gazzetta, tralaltro contenente foto molto suggestive, possa essere distribuito grazie a inserzioni pubblicitarie un po’ più “Bipartisan”.

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