La Repubblica di Alba

“Alba la presero in duemila il 10 ottobre e la persero in duecento il 2 novembre dell’anno 1944” (Beppe Fenoglio)

Alba, 2 ottobre 1944.

Da mesi le colline delle Langhe vedono la brutalità degli scontri tra le truppe fasciste della Repubblica Sociale Italiana e le truppe partigiane. La guerra civile che imperversa ovunque ha ridotto allo stremo la popolazione già impoverità dalla Guerra Mondiale.

Le forze fasciste sono nettamente inferiori alle brigate partigiane, a poco a poco perdono tutti i presìdi delle colline e restano confinati all’interno delle mura di Alba. I partigiani, che avanzavano sempre di più, erano formati dalle Brigate Garibaldi, le Brigate Giustizia e Libertà e dalle cosiddette “brigate autonome”, guidate dall’ufficiale Enrico “Mauri” Martini.

Martini, in servizio presso lo Stato maggiore dell’esercito fino all’armistizio, partecipò prima alla difesa di Roma e poi, una volta che la città venne occupata dai nazifascisti, tornò nelle sue terre (era nativo di Mondovì) e organizzò le brigate autonome con il nome di battaglia di “Mauri”, tenendo sotto controllo tutta la zona di Langhe e Monferrato.

Di mentalità monarchica e militare, Mauri ebbe non poche frizioni con le altre brigate partigiane, considerate da lui e dagli alleati troppo vicine alla sinistra. I dissapori però si attenuano quando, grazie all’accordo fatto da Martini e con l’aiuto delle autorità clericali, i fascisti abbandonarono in modo ordinato la città di Alba.

Le brigate autonome entrarono allora in Alba tra il saluto della popolazione festante e il suono di tutte le campane della città. Poco dopo le brigate Garibaldi e GL giunsero in appoggio. Così, il 10 ottobre 1944 nacque quella che fu denominata Repubblica di Alba, in ricordo della stessa repubblica istituita da Napoleone.

La Repubblica ebbe vita breve. Le autorità fasciste non presero affatto bene la notizia che uno dei poli più importanti del Piemonte era passato in mano ai partigiani. Immediatamente venne ingaggiata una battaglia per la riconquista della città, che vide schierati i reparti arditi ufficiali, reparti di cavalleria, brigata nera e alcuni reparti della X-mas.

Il 2 novembre 1944, dopo ventitrè giorni, i fascisti ripreserò la città e la Repubblica di Alba cessò di esistere. Nel 1945, all’insurrezione delle truppe partigiane, Alba venne poi riconquistata definitivamente dalle brigate autonome.

Continuarono le battaglie, aumentarono i morti, creebbe la miseria. Non vi furono vincitori, solamente vinti. Ci vollero decenni prima che l’Italia si buttasse alle spalle tutto ciò che è accaduto in quegli anni, ma anche questo fa parte della nostra storia ed è giusto ricordare ciò che è successo. Ricorda che Alba, per ventitrè giorni, fu Repubblica.

Il 31 ottobre 1994 è stato inaugurato il monumento in memoria di quei ventitrè giorni, che così recita:

<<Il partigiano Johnny: “Johnny pensò che un partigiano sarebbe stato come lui, ritto sull’ultima collina, guardando la città, la sera della sua morte. Ecco l’importante: che ne rimanesse sempre uno.” >>

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