Destra e Sinistra tutti d’accordo: si Tav.

“Sulla Tav questa amministrazione ha compiuto atti sempre coerenti con la volonta’ di realizzare l’opera, senza alcun indugio, a differenza di chi, la destra, fu ben contento di rinviare i sondaggi nel 2005 per timore del voto regionale”. Così risponde la presidente della regione Piemonte Mercedes Bresso alle critiche giunte dai politici di destra, che la accusano di non voler prendere le distanze dai No Tav.

La Bresso ci tiene a precisare che in nessun modo vuol essere accantonata ai no tav, quell’orda di comunisti contro qualsiasi forma di progresso. Infatti, La Federazione della Sinistra – ricorda Bresso – non fara’ parte della coalizione di governo.”

Della stessa opinione è il candidato e futuro presidente della Regione, Roberto Cota: “Oggi e’ il nostro Tav Day – ha detto Cota – bisogna riaffermare che questa grande opera pubblica deve essere realizzata a tutti i costi” parlando in occasione dell’avvio dei sondaggi in Valsusa il 9 gennaio.

A poco servono le numerose manifestazioni in tutto il Piemonte da parte dei No-Tav, che spesso sono accantonati alle frange estremiste ma ci tengono a far sapere che sono persone normali, di un movimento partito dal basso, che vogliono solo che venga creato un sistema di trasporti migliore dell’attuale, con l’utilizzo di energie rinnovabili e non con opere faranoiche che avrebbero un impatto ambientale e sociale devastante.

Pochi mezzi di informazione hanno dato risalto all’opinione dei no-tav, presentandoli come dei semplici agitatori che sono contro il progresso e la tecnologia. Tutto il contrario: questo movimento infatti porta a sostegno delle proprie tesi dati ufficiali degli organi competenti (RFI,Commissione inter-governativa italo-francese,Studi universitari) e riposta pareri di illustri tecnici scientifici.

I No-Tav non sono contro la tecnologia, l’allacciamento con l’Europa, ma sono contro questa “grande opera”che necessita di spese faraoniche (si stima una spesa di 20 miliardi, tutto denaro di provenienza pubblica), tempi lunghissimi (circa 15-20 anni per completamento dei lavori, che ricordiamo non sono tutt’ora iniziati) e un impatto ambientale devastante .

Una stima preliminare ha determinato infatti che “Per la realizzazione delle gallerie previste per oltre 23 chilometri, il volume dei materiali contenenti amianto da scavare prima, movimentare poi e infine stoccare è stato stimato in oltre un milione di metri cubi (1.151.000 ), volumi peraltro passibili di aumenti anche significativi.” E inoltre ha ricordato che ” l’esposizione all’amianto, anche non legato ad attività lavorativa, correla con gravi patologie, tra cui il Mesotelioma malattia tumorale maligna a prognosi infausta in tempi assai brevi: dal momento della diagnosi di mesotelioma al decesso del paziente il tempo che intercorre è di 275 giorni (dato statistico sec. European Journal of Cancer febbraio2003), quali che siano le terapie instaurate.” (Dott. Edoardo Gays, Dirigente Medico Struttura Complessa a Direzione Universitaria Medicina Interna I, Azienda Ospedaliera S. Luigi Orbassano).

Fortunatamente nè Cota nè tantomeno la Bresso vogliono prendere in esame l’opinione dei No-Tav, che altro non sono se non anti-progressisti e millantatori. Chiunque sarà il nostro futuro presidente, possiamo star tranquilli: la Tav si farà.

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