Nuntio Vobis Gaudium Magnum: habemus Lega Nord

“Negli ultimi giorni verranno tempi difficili, perché gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, irreligiosi, insensibili, sleali, calunniatori, intemperanti, spietati, senza amore per il bene, traditori, sconsiderati, orgogliosi, amanti del piacere anziché di Dio, aventi l’apparenza della pietà, mentre ne hanno rinnegato la potenza, cioè porteranno il nome di cristiani senza esserlo.” (II Timoteo 3:1-5)

Parole, quelle della profezia dell’apostolo Paolo, che potrebbero tranquillamente essere ritrovate in molti differenti scenari della società di oggi. Sempre meno le persone che vivono nel perdono, nella misericordia, nella tolleranza; sempre di più quelli che si dicono cristiani ma in realtà si comportano in tutt’altro modo.

Le stesse parole vengono usate da Andrea Fassino, consigliere provinciale della Lega Nord, contro coloro che vengono chiamati “cattolici a parole”, ovvero gli esponenti politici del’Udc, complici di volersi alleare con la sinistra alle elezioni regionali. Al “partito bonsai” di Perferdy Casini Fassino oppone il partito dei fatti, “il movimento politico che oggi meglio interpreta l’etica cristiana e la dottrina sociale cattolica” e continua “rispetto agli altri sedicendi partiti cattoloci [la lega] ha dimostrato sinora coi fatti, e non solo con la parole, di voler e saper intepretare in modo sensibile ed efficace il ruolo di partito ispirato alla guida della Chiesa e plasmato sulla base dei precetti evangelici.”

Gli arcangeli e l’esercito divino hanno finalmente, dopo secoli di ricerca, il loro partito di riferimento, una guida spirituale che tanto mancava e che ci porterà sulla retta via.

Probabilmente gli esponenti della Lega hanno in dotazione una versione della Bibbia diversa rispetto a quella più diffusa, perché il loro concetto di “etica cristiana” è quantomeno singolare.

Molti sono infatti gli episodi in cui l’etica cristiana si scontra con il pensiero e la filosofia di vita degli esponenti della Lega. Per citarne solo alcuni:

Mario Borghezio, condannato nel 1993 per violenza su un dodicenne, che a un incontro organizzato da un partito estremista francese diceva “Bisogna rientrare nelle amministrazioni dei piccoli comuni. Dovete insistere molto sull’aspetto regionalista del movimento. Ci sono delle buone maniere per non essere etichettati come fascisti nostalgici, ma come un nuovo movimento regionale, cattolico, eccetera, ma sotto sotto rimanere gli stessi.”

Roberto Calderoli, sposato con rito Celtico, che dopo la vittoria ai mondiali di calcio commentò “Quella di Berlino è una vittoria della nostra identità, dove una squadra che ha schierato lombardi, campani, veneti o calabresi, ha vinto contro una squadra che ha perso, immolando per il risultato la propria identità, schierando negri, islamici e comunisti”. Molto misericordioso e tollerante.

Roberto Cota, futuro Presidente della Regione, responsabile della mozione Cota che crea le cosiddette “classi ghetto” riservate a studenti extracomunitari, per cui persino Famiglia Cristiana ha lanciato accuse di razzismo e intolleranza.

Matteo Salvini, consigliere di Milano, che nel 2009 aveva proposto posti riservati ai milanesi sulla metropolitana e si era reso poi famoso per canzoni contro i napoletani.

Per non parlare dei continui scontri con la Chiesa, che sovente ribadisce che “ogni migrante è una persona umana che, in quanto tale possiede diritti fondamentali inalienabili che vanno rispettati da tutti e in ogni situazione”. Di certo non è in linea con il pensiero cattolico della Lega.

Speriamo quindi che la Lega riesca a continuare per la propria strada sempre seguendo i precetti cristiani come la tolleranza, l’uguaglianza, la libertà, come ha sempre fatto fin’ora. Almeno a sentire loro.

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