Dibatto e incasso

Ieri pomeriggio il consigliere regionale Mariano Rabino ha avvisato tutti i suoi amici in rete che avrebbe preso parte a un dibattito in diretta su Telecupole. Titolo del dibattito: sprechi in politica e nella pubblica amministrazione.

A causa della tecnologia digitale terrestre troppo innovativa e avanzata non ricevo Telecupole e perciò mio malgrado (…)  ho dovuto rinunciare alla visione di questo interessantissimo programma.

Curioso però il fatto che sia proprio Rabino a parlare di sprechi in politica, lui che ben conosce tutti i privilegi della casta e in cinque anni cinque di maggioranza in Regione si è ben guardato dal tagliare o diminuire stipendi e agevolazioni.

Non solo i vincitori delle elezioni che entreranno in consiglio godranno di stipendi stellari, ma persino gli sconfitti, ovvero quelli che si vedranno tolte le preziose poltrone, avranno delle buonuscite tutt’altro che esigue.

Il Piemonte detiene il record di Tfr più alto in Italia, pari a 85 mila euro netti a legislatura, staccando la Puglia, seconda in classifica, di 5mila euro. Uniche due regioni a essersi raddoppiate i fondi. Persino il cardinale Poletto qualche mese fa aveva tuonato contro gli sprechi in politica e nelle amministrazioni locali; per tutta risposta la maggioranza piemontese aveva ricordato che l’aumento di fondi era stato attuato dal precedente governatore Ghigo. Ma si sà, cinque anni sono davvero troppo poco tempo per ritoccare dei fondi stanziati.

C’è da dire però che in caso di mancata rielezione è davvero dura rientrare nel mondo del lavoro, come ricorda Rabino: “Nel 2000 mi sono pagato una costosa campagna elettorale ma non c’è l’ho fatta. Per coprire i debiti ci ho messo qualche anno. In banca ho ritrovato il mio posto, ma la carriera era ormai ferma”. Davvero una storia strappalacrime quella del nostro Rabino, costretto suo malgrado a spendere migliaia di euro e a rischiare il suo lavoro e tutto per il nostro bene. Un uomo dal cuore d’oro.

A quanto pare Rabino non ha imparato la lezione del 2000 e quest’anno ha dichiarato di investire 50mila euro per la campagna elettorale. Ma questa volta a difenderlo dal rischio del tracollo e della disoccupazione c’è una buonuscita succulenta, stanziata in Piemonte con 4 milioni di euro del bilancio. Lo stretto indispensabile per poter ritrovare a svolgere una vita normale e al limite del fabbisogno dopo questa parentesi in Regione. Niente a che vedere con quei privilegiati di operai e impiegati che hanno uno stipendio sicuro e vivono di lussi e comodità.

Magari la prossima volta che vedete un maxicartellone di propaganda elettorale (non ne avete ancora visti? impossibile)  ricordate che quei bei faccioni in multicolor costano migliaia e migliaia euro, e non sono di certo soldi loro. Se quindi sentite l’impulso irrefrenabile di apostrofarli con un epiteto colorito, ne avete tutto il diritto.

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