“Carlin” Petrini porta Terra Madre ad Alba

da cuneocronaca.it

Secondo appuntamento della quarta edizione di “AlbalibriLangaRoero”, è di scena il libro di Carlo Petrini, “Terra Madre”. A partire da qui, un’occasione per riflettere insieme sulle ragioni dell’ “accoglienza”, che è quest’anno è il tema della rassegna.

A dialogare con Carlo Petrini ci sarà padre Enzo Bianchi, priore della comunità monastica di Bose, che è stato anche il prefatore del libro. A moderare Giovanni Tesio.

Nella vita di un uomo la prima accoglienza è quella della madre. Nella vita degli uomini la prima accoglienza è quella della terra. Dalla congiunzione di questa duplice consapevolezza nasce l’espressione primitiva di Terra Madre, che ricalca l’arcaica espressione andina, incaica, di “Mama Pacha”, racchiudendo tutto il senso di un invito universale.

Petrini ha iniziato con un libro, Buono, pulito e giusto, in cui ha dettato i principi della “nuova gastronomia”, ma di lì è partito per un viaggio che è andato oltre. Un viaggio che già si può indovinare in quelle righe, ma che – passando per una nuova concezione del cibo – è diventato una nuova concezione della vita.

Già in quel libro circolano parole come complessità, diversità, comunione e comunità, savoir faire, naturalità biodiversità, felicità, piacere, agroecologia (contro agribusiness), identità, radici, manualità. Ma da quelle Petrini ha sempre di più sviluppato la consapevolezza che le realtà locali abitano il pianeta e che se vogliamo ancora vivere dobbiamo tenerne conto, tenerle in conto, tenerle “da conto”.

Ed ecco allora i volti e le storie di terre lontane che – al di là della diversità  – ci parlano dell’esistenza di una civiltà comune, di comuni bisogni, di comuni legami, di un comune destino, di una comune capacità di accoglienza. Tutto questo è Terra Madre. Il “locale” come il miglior amico dell’internazionale. La Terra (la “terra madre”, appunto) come il luogo dell’accoglienza prima. Della sua sempre viva – e oggi tanto più viva – universale necessità.

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