Casoni contro i centri commerciali

Comincia col botto l’assessorato del cuneese William Casoni.

Lunedì scorso (26 aprile), con una delibera della giunta regionale presentata proprio dal neo-assessore al commercio, sono state revocate le precedenti autorizzazioni per nuovi centri commerciali nel territorio piemontese.

Il provvedimento dell’assessore Casoni revoca due delibere preesistenti, una della giunta Ghigo e una della giunta Bresso, che regolavano le autorizzazioni per la costruzione e l’ampliamento dei centri commerciali. In particolar modo la delibera della giunta Bresso (datata marzo 2009) che autorizzava ampliamenti delle strutture anche oltre il limite consentito dalla legge, a patto di eseguire alcune installazioni ecocompatibili, è stata revocata e verrà sostituita nei prossimi tempi con una più efficace regolamentazione.

I centri commerciali che rischiano il blocco delle autorizzazioni a costruzione e/o ampliamento sono otto, tra cui uno ad Alba. Nei prossimi giorni saranno presi in considerazione i singoli casi da parte dell’ufficio regionale dell’assessorato e si saprà se queste strutture saranno effettivamente bloccate oppure no.

“L’eccessiva proliferazione di grandi centri commerciali negli ultimi anni – commenta Casoni – ha segnato con profonda negatività il piccolo commercio e la vita sociale dei centri storici in tutto il Piemonte, dalle grandi località fino nei più piccoli paesi delle nostre province”. Effettivamente negli ultimi tempi si è verificata una moltiplicazione dei centri commerciali nelle nostre zone senza precedenti, con strutture a poche centinaia di metri l’uno dall’altro (ad esempio nella zona dell’albese i centri commerciali Conad, Bennet e BigStore) e i piccoli negozi che vedono diminuire sempre più i propri guadagni.

Preoccupati però i rappresentanti delle grandi distrubuzioni, che vedono in questo provvedimento un “congelamento” alle possibilità di nuovi posti di lavoro che porterebbero i centri commerciali.

Da una parte quindi si favoriscono i piccoli negozi, dall’altra si negano nuovi posti di lavoro, contrariamente a ciò che prometteva Cota in campagna elettorale: “Varo nei primi 60 giorni, di un piano straordinario per la difesa e la creazione di lavoro“.  Come sempre se si cerca di avere la botte piena e la moglie ubriaca, si finisce per non ottenere nulla.

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2 thoughts on “Casoni contro i centri commerciali

  1. Fabio Mottinelli ha detto:

    Sicuramente questa è un iniziativa da plaudire…se fosse stata presa quando era in giunta dal 2000 al 2005 ! La proliferazione di questi grossi centri è stata il risultato del liberismo sfrenato che incarnano bene PDL e PD tant’è vero che la legge di mercato più liberale, che toglie agli enti locali la possibilità di salvaguardare le proprie realtà l’ha fatta Bersani nel 2006 ! Quindi prima se al nostro caro assessore stava a cuore la situazione avrebbe potuto prendere provvedimenti.
    Ora direi che è facile ergersi a paladini delle piccole realtà quando già i governi regionali che si sono susseguiti, centrodestra e centrosinistra, hanno fatto da maggiordomi ai forti poteri economici per anni…insomma sono stati la causa dell’affondamento della nave, non hanno messo le scialuppe, non hanno comunicato ai passeggeri la situazione ed ora che la nave è affondata vogliono prendere per i capelli l’ultimo passeggero che, grazie ai propri espedienti, si è salvato per proclamarsi eroi ! Tutto ciò mi sembra assurdo…ma dato che condivido un iniziativa di questo genere spero che l’assessore continui su questa rotta e gli auguro buon lavoro !

    P.S. Esco dal tema per dire che non sono d’accordo sulla nomina ad assessore di William Casoni…non per la persona ma per il sistema.

    Fabio

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