Cirio e le dimissioni da consigliere regionale

Come detto nel precedente post, sei assessori regionali del PdL hanno dato le dimissioni da consiglieri permettendo di far entrare al loro posto i primi sei esclusi delle rispettive province.

Per la nostra provincia l’unico assessore effettivo ad aver consentito una “sostituzione” è Alberto Cirio, assessore al turismo, sport e istruzione che ha permesso di far entrare in Regione Pietro Francesco Toselli. L’altro cuneese ripescato, Raffaele Costa,infatti subentra al posto dell’assessore Roberto Rosso dato che la provincia di Cuneo è risultata quella con quorum più alto.

Tra un siparietto e l’altro (il presidente del consiglio regionale chiamava i consiglieri subentanti che “casualmente passavano di li”) Alberto Cirio ha dichiarato “simpaticamente” che avrebbe preferito rimanere consigliere e non presentare le dimissioni. Ricordando all’assessore che non era obbligato a presentare le dimissioni (infatti nessuno degli assessori della Lega Nord ha presentato dimissioni, mantenendo comunque il solo stipendio da assessore) e che la decisione riguardo alle dimissioni è dei singoli assessori, ci si chiede allora perché le abbia presentate.

Le cause possono essere diverse.

  • Può essersi dimesso per poter far entare il suo caro amico Toselli che senza quella carica di consigliere si sarebbe trovato in mezzo alla strada e senza reddito. Falso, Toselli è già consigliere provinciale (uno stipendio di tutto rispetto).
  • Può essersi sbagliato pensando che fossero obbligatorie. Falso anche questo, perché bastava chiedere al suo buon amico Cota per sapere che gli assessori della Lega non si sarebbero dimessi.
  • Oppure, più probabile, ordini dalle teste di cuoio del Popolo della Libertà, che vedono le dimissioni come un modo divertente per occupare poltrone e aumentare i ricavi dei loro politici.

Visto che Cirio “non avrebbe voluto dimettersi” e che afferma di essere “la voce di Langhe e Roero in Regione” dovrebbe spiegare a noi chi gli ha chiesto di dimettersi e per quale motivo. Oppure potrebbe “simpaticamente” offire lo stesso stipendio che prenderà Toselli, anche se non eletto, a tutti gli altri politici non eletti. Forse in questo modo la prossima volta ci penserà bene prima di dimettersi.

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