Una mostra sulla Sindone a Diano d’Alba

Sabato 22 Maggio, alle 17, nella chiesa di S. Giovanni Battista viene inaugurata la mostra “L’avventura della Sindone: 2000 anni di storia raccontati a fumetti”.

L’esposizione fa parte del programma di eventi che l’Accademia Aleramica di Alba ha organizzato per la 2a edizione di “Cosa passa il Convento: misteri del sacro e delizie terrene”. Nel 2010, infatti, la manifestazione è interamente dedicata all’ostensione della Sindone, o meglio alla riscoperta e alla valorizzazione turistica, nel Sud Piemonte, di una straordinaria quantità di opere d’arte e testimonianze della devozione popolare nei confronti del Sacro Telo, risalenti ai secoli XVII-XIX. Un recente studio di Giordano Berti, curatore della mostra allestita a Diano, ha catalogato ben 208 opere, fra oli su tela, affreschi, rilievi, lenzuoli dipinti e stoffe stampate, oltre ad una quantità imprecisata di ex voto. In questa enorme produzione, sottolinea Berti, Diano d’Alba ha un posto di assoluto rilievo in quanto proprio nella chiesa di S. Giovanni Battista si conserva un preziosissimo dipinto: L’arrivo della Sindone a Torino nel 1578, opera del pittore toscano Antonio Tempesta, realizzata su commissione sabauda verso il 1620. È la prima rappresentazione pittorica dell’ostensione della Sindone: una tela di grandi dimensioni che mostra, come una foto d’epoca, piazza Castello di gremita di popolani giunti a ogni parte per assistere all’arrivo a Torino del Sacro Lenzuolo, portato segretamente da Chambery per dare lustro alla nuova capitale della dinastia sabauda. Incredibilmente, aggiunge Berti, il dipinto del Tempesta è stato dimenticato dai curatori della mostra sulla Sindone allestita a Palazzo Barolo.

Uno storico dianese, Mario Corrado, ha svolto un’interessante ricerca sui motivi della presenza a Diano di un dipinto così particolare, che, bisogna sottolinearlo, è la più importante testimonianza artistica sulla storia della Sacra Sindone. Spiega Corrado: «Nel 1631 il duca di Savoia Vittorio Amedeo I, appena entrato in possesso di Diano d’Alba si trovò in aperto conflitto con la popolazione locale. Per evitare problemi fece abbattere il castello, ma i malumori continuavano. Così, per convincere i dianesi ad accettare il dominio sabaudo, fece varie concessioni e donò alla chiesa parrocchiale di Diano il prezioso dipinto del Tempesta».

Nel corso dei secoli questo dipinto si è coperto di una patina scura che impedisce di godere appieno la spettacolare scena. Per questo motivo il sindaco di Diano, Giuseppe Ciravegna, ha in animo di avviare, in collaborazione con l’Accademia Aleramica, la ricerca di sponsor per finanziare il restauro.

La mostra allestita a Diano d’Alba, “L’avventura della Sindone”, non fa alcun accenno all’opera del Tempesta, ma si sofferma solo sugli episodi cruciali della lunga storia del Sacro Lenzuolo: dalla sepoltura del Cristo all’apparizione a Chambery nel 1353, fino al miracoloso salvataggio in seguito all’incendio che nel 1997 investì la Cappella del Guarini.

Il progetto riprende una pubblicazione editoriale realizzata con la supervisione di monsignor Oreste Favaro, già Vicario episcopale di Torino, in occasione dell’ostensione del 2000. Vale la pena rileggere la parole dell’illustre prelato: «Che cosa dire di un fumetto sulla Sindone? Il linguaggio fumettistico e la sua tecnica sono adatti a parlare di un’immagine o, come oggi si preferisce dire, di una “Icona di Cristo”? Lasciamo la risposta ai lettori (…). Questo fumetto invita ad accogliere il messaggio contenuto nella Sindone e spinge ad ascoltare ciò che essa ci dice veramente di Cristo».

Il percorso si sviluppa in 46 illustrazioni stampate su tela, opera di affermate firme del fumetto italiano contemporaneo. Le illustrazioni, legate da un’avvincente sequenza narrativa segnano le tappe di un romanzo storico per nulla scontato.

L’esposizione, aperta al pubblico fino al 30 maggio, è curata dallo scrittore Giordano Berti, presidente dell’Accademia Aleramica. L’allestimento, concentrato nel coro della chiesa, è dell’ArtStudioLetizia.

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