Dalla Regione arriva il regolamento per il fotovoltaico

La Regione Piemonte ha predisposto un disegno di legge per regolamentare l’utilizzo del territorio per ospitare impianti fotovoltaici a terra. Lo conferma l’assessore all’Energia della Regione Piemonte, Massimo Giordano, che commenta: “La posizione dell’amministrazione su questi temi è nota: dal suo insediamento, questa Giunta sta lavorando per la definizione di nuovi strumenti di incentivazione al fotovoltaico sulla superficie di edifici e in aree marginali.

È fra le nostre priorità porre un freno al proliferare di questi impianti su terreni agricoli e con vincoli territoriali. In questi anni c’è stata un’eccessiva crescita di questi impianti che hanno deturpato intere aree del territorio piemontese. Si impone quindi una regolamentazione di questa materia.”

La regolamentazione arriva dopo mesi di proteste da parte dei comuni cuneesi e della Provincia per l’eccessiva proliferazione del fotovoltaico. Il 29 Giugno scorso il Comune di Alba aveva escluso quasi totalmente dal proprio territorio la possibilità di installare impianti fotovoltaici a terra con potenza superiore a 20 kilowatt. Il Sindaco Marello, a seguito di questo provvedimento, aveva spiegato: “L’esclusione quasi totale del fotovoltaico a terra non è una presa di posizione contro questa tecnologia ma è il bilanciamento di un interesse per noi fondamentale: la tutela dell’ambiente, del paesaggio, della tipicità agricola.”

La presidente della Provincia, Gianna Gancia, ha espresso soddisfazione per la proposta di regolamentazione della Regione e ha dichiarato come il regolamento “pone uno stop a speculazioni che poco o nulla hanno a che spartire con la produzione di energia e molto, invece, con un assalto alla diligenza dei contributi pubblici.” La Presidente si è poi scagliata  contro l’eccesso di fondi per l’energia verde che “non sono misure verdi: sono misure che lasciano, questo sì, ‘al verde’ i consumatori, costretti da quasi vent’anni a sobbarcarsi gabelle miliardarie in bolletta a vantaggio di pochi, non certo del Paese.”

La bozza di disegno di legge regionale individua i criteri per escludere alcune aree dalla localizzazione di impianti, offrendo uno strumento di intervento agli enti locali, in attesa dell’adozione delle linee guida nazionali in materia di salvaguardia dei territori a disciplina del corretto sviluppo delle energie da fonti rinnovabili.

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