Il Consiglio di Stato respinge il ricorso di Cota

Il Consiglio di Stato ha rigettato la richiesta di sospensiva della decisione con cui il Tar del Piemonte ha ordinato il riconteggio di circa 15 mila schede elettorali delle ultime elezioni regionali. La quinta sezione di Palazzo Spada ha quindi respinto il ricorso in via cautelare presentato dal neo presidente della Regione. La decisone dei supremi giudici amministrativi, in ogni caso, riguarda solo l’esecuzione del dispositivo della decisione del Tar le cui motivazioni di merito devono ancora essere depositate e contro le quali i legali del leghista già preannunciano un altro ricorso. Soddisfatta la Bresso: «Anche il Consiglio di Stato ha respinto la modalità pretestuosa e strumentale di Cota. Non c’era nessun complotto o dietrologia possibile, ma solo grande spregiudicatezza nel procedimento elettorale durante l’ultimo voto in Piemonte. Mi auguro che ora Cota e il centrodestra si mettano tranquilli e attendano prima le motivazioni del Tar e poi il riconteggio delle schede». E da Palazzo Chigi arriva una nota sulla sentenza: «La legge – dice Berlusconi – è incontrovertibilmente chiara: chi vota una lista con una croce sola dà due voti, uno alla lista ed uno al candidato Presidente. A meno che non scelga di dare esplicitamente un voto disgiunto. Io stesso avrei votato così, alle elezioni regionali, segnando una sola croce sul simbolo del Popolo della Libertà. Mi auguro quindi, per il rispetto dovuto alla sovranità popolare, che non si voglia ribaltare per via giudiziaria la scelta dei cittadini piemontesi. A tutto ciò si aggiunge l’apprezzamento che merita il lavoro del Presidente Cota e della sua maggioranza».

Nel pomeriggio si era svolta un’udienza rapidissima. I legali del centrodestra e del centrosinistra avevano discusso per una ventina di minuti, al termine dei quali il collegio si era ritirato. L’udienza era iniziata alle 15.40. Il presidente Stefano Baccarini aveva subito chiesto ai ricorrenti (i legali Angelo Clarizia, Luca Procacci e Alberto Romano) di esporre quale sarebbe il pericolo patito nel caso si andasse avanti con il riconteggio delle schede predisposto il 16 luglio dal Tar Piemonte.

I legali del centrodestra avevano puntato sull’ingovernabilità della regione citando la trattativa con la Fiat, la crisi economica e ventilando anche l’ipotesi di disordini sociali. I legali del centrosinistra (Luca di Raimondo, Nicolò Paoletti e Marco Yeuillaz) avevani replicato sostenendo che non esisteva alcun pericolo: il Tar Piemonte non ha ancora nemmeno depositato le motivazioni della propria decisione (previste per domani) e il riconteggio potrebbe essere favorevole a Cota. Se così fosse, il presidente potrebbe continuare a governare tranquillamente.

da LaStampa.it

Annunci