Contrordine: Cota non tiene famiglia.

Il Presidente della Regione Cota risponde in merito all’articolo riportato originariamente dal sito giornalettismo.com:

Nei giorni scorsi alcuni organi di informazione hanno genericamente associato il sottoscritto ad una ‘parentopoli’ piemontese. Su questo vorrei fare alcune doverose ed importanti precisazioni . Vorrei innanzitutto far presente che non ho parenti nel mio staff in Regione, neanche alla lontana. Per legge ho avuto la possibilità di scegliere un gruppo di collaboratori esterni che ho sempre selezionato in base al rapporto fiduciario e alla loro capacità professionale e che peraltro lavoravano per me anche in precedenza, alcuni addirittura da oltre dieci anni.

Quanto alla situazione riguardante i consiglieri regionali, su alcuni dei quali oggi come in passato esistono situazioni veramente inopportune, preciso che il Consiglio Regionale è un organismo indipendente ed esterno, ed il presidente della Regione non ha alcun tipo di responsabilità o potere sulle scelte degli eletti in Consiglio: è come se si addebitassero al Presidente del Consiglio comportamenti di deputati e senatori o le scelte organizzative delle rispettive Camere. Per quanto riguarda la Giunta, invece, ribadisco che non ci sono casi di parenti assunti: esiste il caso della moglie di un assessore che ha vinto regolarmente un concorso dodici anni fa e cinque anni prima di conoscere il marito.

Associarmi quindi a questi argomenti rappresenta un’inaccettabile strumentalizzazione che non rende giustizia al comportamento che ho sempre tenuto da quando faccio politica. Detto questo, nella giornata di ieri ho scritto una lettera al presidente del Consiglio Regionale per invitarlo a varare delle direttive precise per evitare che in futuro il comportamento di alcuni possa infangare ingiustamente tutta la Regione Piemonte .

ROBERTO COTA PRESIDENTE REGIONE PIEMONTE

Innanzitutto, nell’articolo in questione non si parla di suoi parenti in Regione, bensì di parenti di alcuni rappresentanti della giunta e consiglieri di maggioranza. Però è errato affermare “non ho parenti nel mio staff in Regione.” O perlomeno è errato letteralmente. Non ha parenti suoi, ma ha parenti di altri (per la precisione Michela Carossa, figlia del capogruppo Leghista Mario).

Per il resto fa piacere sentire che Cota si è già adoperato per provvedere a queste “collaborazioni in famiglia”. Staremo a vedere se cambierà qualcosa.

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