I probabili siti di stoccaggio scorie nucleari: c’è anche il Piemonte

Si parla da mesi del possibile ritorno all’utilizzo dell’energia nucleare. Le scorse elezioni regionali si sono giocate molto su questo argomento e ci sono stati scontri talvolta feroci in merito.

Qualche giorno fa il Sole 24 Ore ha pubblicato una mappa che in un certo senso ha riacceso i dibattiti del periodo elettorale, specialmente in Piemonte.

L’articolo mostra  i probabili depositi di stoccaggio per le scorie nucleari in base alle direttive dell’agenzia Onu dell’energia atomica. Le zone mostrate sono “probabili” perché la società pubblica italiana per il nucleare avrebbe dovuto presentare un rapporto già tempo fa e consegnarlo al Ministro dello sviluppo economico. Ma  sia il rapporto che il Ministro mancano. Per non parlare della famosa Agenzia per la sicurezza nucleare, paventata qualche anno fa ma mai istituita.

La mappa mostrata dal Sole24ore ha creato non poche polemiche, soprattutto in Piemonte. La cosa naturalmente non stupisce: mentre tutto il Nord Italia è libero da scorie, si vedono ben due depositi collocati nientemeno che nei dintorni di Alba (per la precisione la zona di Fossano e zone vicine al Monferrato).

Tre deputati piemontesi del PD, Massimo Fiorio, Mario Lovelli e Luigi Bobba si sono scagliati contro questa suddivisione asserendo che nella loro Regione le probabilità che vengano installati dei depositi sono pressochè nulle.

Naturalmente tutto è provvisorio e non ufficiale, ma a giudicare dai rumors le nostre zone potrebbero essere in prima linea nella corsa al nucleare.

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