Frane: “In Piemonte l’87% dei comuni è a rischio”

“A 10 anni dall’alluvione del 15 e 16 ottobre 2000 che ha colpito il Piemonte, il rischio idrogeologico resta un pericolo ampliamente diffuso in tutto il territorio regionale”. Lo denuncia Legambiente, nel dossier ‘Ecosistema rischio 2010’, ricerca curata da Operazione fiumi, la campagna di sensibilizzazione e prevenzione organizzata da Legambiente e Protezione civile dedicata al rischio idrogeologico. I numeri, avverte l’associazione del Cigno, dicono che “sono ben 1.046 i comuni a rischio frane o alluvioni, ossia l’87% del totale”. Il primato di provincia più fragile va ad Asti, con il 100% delle amministrazioni classificate a rischio, ma “anche gli altri sette capoluoghi di provincia piemontesi sono considerati a rischio idrogeologico”.

In Piemonte, continua lo studio Legambiente (all’indagine ha risposto il 35% dei 1.046 comuni a rischio idrogeologico della regione, spiega), “il 78% delle municipalità ha abitazioni nelle aree golenali, negli alvei dei fiumi o in aree a rischio frana, il 18% delle amministrazioni presenta addirittura interi quartieri in zone a rischio”, mentre il 49% ha edificato in tali aree strutture e fabbricati industriali, “con evidente rischio non solo per l’incolumità dei dipendenti ma anche per eventuali sversamenti di prodotti inquinanti nelle acque e nei terreni”. Ancora, nel 9% dei casi sono presenti in zone esposte a pericolo anche strutture sensibili, come scuole e ospedali.

Complessivamente, tra abitazioni, strutture industriali e strutture sensibili “si può stimare che ogni giorno ci siano 240 mila esposte a rischio idrogeologico”, denuncia ancora Legambiente.

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