Futuro e Libertà: il nuovo che avanza, con gli avanzi degli altri.

Proprio mentre a Bastia Umbra (PG) si tiene la convention di Futuro e Libertà per l’Italia, Fini espone la linea di partito e chiama a raccolta i propri adepti “per il cambiamento dell’Italia.”

Lentamente il nuovo partito del presidente della camera prende vita e accoglie profughi politici da più parti, soprattutto scontenti del Popolo della Libertà e della Lega Nord.

In Piemonte sono già diversi coloro che hanno saltato il fosso per andare nel nuovo partito: dal consigliere regionale Fabrizio Comba all’ex deputato leghista saluzzese Guido Rossi.

Ultimo arrivato alla corte di Fini il deputato ed ex-assessore Regionale Roberto Rosso. Rosso, autentico serbatoio di voti dell’Vercellese dove fa incetta ad ogni elezione, è stato accolto a braccia aperte nel partito che gli ha immediatamente affidato l’incarico di reponsabile del Piemonte.

Rosso ha un curriculum politico di tutto rispetto e soprattutto dimostra di sapersi circondare di personalità acute e oneste: prima l’arresto (con condanna a due anni di reclusione) del Presidente della Provincia di Vercelli Masoero e dell’assessore al lavoro Roberto Saviolo (molto vicino a Rosso); poi (settembre 2010) la perquisizione della sede di “Terra d’Acqua“, società fondata dallo stesso Rosso, per presunti abusi d’ufficio e incompatibilità d’incarico di alcuni dirigenti; infine l’esplosione dello scandalo Phonemedia, società accusata di aver frodato all’Italia e l’UE per 34 milioni di Euro, il cui dirigente Fabrizio Cazzago è uomo molto vicino a Rosso (al punto che i dipendenti della Phonemedia facevano campagna elettorale per lui durante le ultime elezioni).

FLI dimostra di scegliere i propri dirigenti con severi criteri di meritocrazia e trasparenza seguendo in toto la linea di partito. Fini infatti ha più volte dichiarato che uno dei punti cardine del nuovo movimento è la legalità: “Senza la prova quotidiana che la legge e’ uguale per tutti c’e’ la liberta’ del forte sul debole, l’arbitrio del potente su chi non ha la certezza di avere nello Stato il garante dei diritti” e ancora “Mi rifiuto di pensare che chi fa tutto intero il suo dovere sia un fesso e chi evade sia un furbo“.

E’ vero che Rosso non è mai stato indagato e si può pensare che agisse in buona fede e che sia solo stato sfortunato ad avere degli amici mascalzoni; ma per dirigere un nuovo partito che si erge a difensore della legalità si potevano trovare persone che fossero più lontane dal confine tra disonesti dagli onesti.

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