Cota crea la prima Carta Etica Regionale in Italia. La firma. La vìola.

“E’ la prima pietra di una casa comune migliore e risponde all’esigenza prioritaria che tra gli eletti e i candidati si affermino i principi etici. Aderirvi non costituisce un obbligo di legge, ma ciascun amministratore o candidato può sottoscriverla quale impegno personale di fronte alla collettività. L’esperienza ci insegna che talvolta la legge non basta ad assicurare comportamenti eticamente corretti. Si possono verificare casi in cui, pur nell’osservanza formale delle leggi, ci sono condotte che da punto di vista sono da censurare. Ecco quindi questo codice che risponde a una sollecitazione che spesso avevo rivolto al presidente del Consiglio regionale”.

Queste le parole del Presidente della Regione Cota nel giorno della presentazione della Carta Etica della Regione Piemonte, la prima di questo genere in Italia. La Carta Etica è stata poi immediatamente sottoscritta da Cota stesso e dal Presidente del Consiglio Regionale Valerio Cattaneo.

Nonostante i buoni propositi però il presidente della Regione ha firmato un documento da lui stesso creato e da lui stesso già violato in diversi punti.

Articolo 9: Il candidato non chiederà o non accetterà alcuna contropartita a una desistenza o a un appoggio, né cercherà di ottenere suffragi con la diffamazione degli altri candidati, con la violenza e/o minacce, con la manipolazione delle liste elettorali e/o dei risultati della votazione, nonché con la concessione di vantaggi o promesse di vantaggi. “Il ricorso sulle liste e’ vergognoso, sarebbe un golpe giudiziario. La gente non e’ scema, ci tiene alla democrazia, e, per usare un eufemismo, non lo prenderebbe bene.” Roberto Cota, 15 Giugno 2010.

Il sottoscrittore si asterrà dall’esercitare altri incarichi politici o lavorativi che impediscano di svolgere adeguatamente il proprio mandato, o che palesino conflitti di interesse con il proprio ruolo di pubblico amministratore. Legge 154\1981: Le cariche di membro di una delle due Camere [..] sono incompatibili con la carica di consigliere Regionale. Il consigliere ha dieci giorni di tempo per formulare osservazioni o per eliminare le cause di ineleggibilità o di incompatibilità. Entro i dieci giorni successivi alla scadenza del termine di cui al comma precedente il consiglio delibera definitivamente e, ove ritenga sussistente la causa di ineleggibilità o di incompatibilità, invita il consigliere a rimuoverla o ad esprimere, se del caso, la opzione per la carica che intende conservare. Qualora il consigliere non vi provveda entro i successivi dieci giorni il consiglio lo dichiara decaduto.                                                                                            17 Giugno 2010: Roberto Cota si dimette dalla Camera (leggermente dopo la scadenza di dieci giorni).

I destinatari di questa Carta Etica dimostreranno assidua presenza alle sedute di Giunta, di Consiglio, delle Commissioni o altri organismi cui siano chiamati in ragione del proprio ruolo. “Su 36 sedute del Consiglio dal suo insediamento, il 3 maggio, Cota ha presenziato solo a 8. Delle 83 sedute di Commissione, non ha partecipato neanche a una.” Gruppo consiliare PD, 7 Ottobre 2010.                                                     “Sono stato eletto per fare il presidente, non il consigliere regionale. Vado in aula quando si esaminano provvedimenti strategici.” Roberto Cota.

Il sottoscrittore si impegna a impedire ogni reclutamento di personale amministrativo e tecnico basato su principi che non siano il riconoscimento dei meriti e delle rispettive competenze professionali e/o su scopi diversi dai bisogni del servizio. Michela Carossa, responsabile del gruppo politico femminile Lega Nord di Torino e solo per pura coincidenza  figlia del capogruppo della Lega Mario,  lavora nella segreteria del governatore Roberto Cota, come “addetto collaboratore dell’ufficio comunicazione“.

Se il candidato è espressione di un partito politico, di una coalizione o di una lista civica, e sottoscrive gli impegni previsti dalla presente Carta Etica, in caso di grave o reiterata violazione della stessa, sarà compito della direzione del partito, del gruppo dirigente della coalizione dei partiti o della lista civica di procedere all’estromissione della candidatura del proprio rappresentante o di richiederne le dimissioni in caso di avvenuta elezione.


 


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