Botte piena e moglie ubriaca

Da uno studio della Coldiretti, in riferimento al rapporto “Ecosistema a rischio 2010” di
Legambiente e Protezione civile, emerge che l’Italia frana anche perchè il 25% delle
campagne negli ultimi 40 anni sono state abbandonate.
Perchè le campagne sono state abbandonate? Per un semplice motivo, perchè i contadini
non avevano più un reddito sufficiente.

In questi giorni registriamo nel campo del moscato una discussione, che per molti è
fuori luogo, per altri è controproducente, per altri ancora è ridicola.
Noi del Ctm riteniamo invece che sia molto importante.

Meglio la quantità o la qualità? noi non vogliamo prendere posizione in quanto crediamo
che debbano essere i diretti interessati, ovvevo i contadini a decidere per il proprio futuro.

Intendiamo solamente fare alcune riflessioni.
L’argomento del contendere sarebbe la moscatomania che sta investendo tutto il mondo.
Si stanno registrando incrementi, per il Moscato, a due cifre che superano il 30%.
I mercati sono invasi da moscati che provengono da ogni parte del mondo. Ma a che
prezzi vengono venduti? Siamo certi che andando dietro alla concorrezza aumentando le
rese per ettaro i prezzi delle uve moscato non scendono?
La concorrenza vende le bottiglie a non più di un euro e mezzo.
Vendendo ad un euro e mezzo a bottiglia non si può pagare l’uva più di 75 cent.
al chilo (attualmente è a 96 centesimi con un reddito ad ettaro sui 10 mila euro).
Aumentando le rese a 120 q.li per ettaro e diminuendo il prezzo il reddito per ettaro
non varia di molto (aumenterebbe solo il lavoro)

Ma che fine farebbero i vigneti dei sorì dove la produzione in media non supera i 100 q.li
per ettaro. Il loro reddito diminuirebbe di molto.
Siamo sicuri che i contadini continuerebbero a spaccarsi la schiena?
Vendere i diritti oggi rende bene, oltre 30 mila euro ad ettaro e… averne!
Bisogna però estirapare i vigneti alla faccia dell’Unesco.
Senza più le radici delle vigne frane a iosa.

Un grosso problema che deve investire non solamente i diretti interessati, ma anche e
soprattutto i sindaci del territorio( anche per questo nel 1999 noi dei cobas ci battemmo
per la nascita dell’Associazione dei Comuni del Moscato).

Noi del CTM non possiamo fare molto, siamo solamente un movimento d’opinione e come
tali confidiamo nella saggezza dei diretti interessati, ovviamente interessando dell’argomento
Legambiente e Protezione civile e ricordando a tutti la saggezza dei nostri vecchi:
“Non si può avere la botta piena e la moglie ubriaca”
Buon Moscato d’Asti.
giovanni bosco
presidente CTM

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