Sanità Piemontese bloccata, ma per la Regione si è fatto tutto il possibile

“La Regione Piemonte ha messo in campo tutte le risorse finanziarie possibili secondo i limiti previsti dal Patto per la Salute, con 400 milioni di euro a copertura del disavanzo sanitario ereditato dalla precedente amministrazione. È stato garantito inoltre lo stesso volume di risorse finanziarie del 2009 per l’anno 2010, con oltre 171 milioni di euro previsti per il fondo indistinto agli enti gestori, per le politiche per la famiglia , per gli anziani e per i disabili.”

Queste le parole dell’Assessore alla Sanità Caterina Ferrero durante l’ultima seduta del Consiglio Regionale , in cui sono intevenuti rappresentanti delle associazioni che si occupano di disabili e anziani non autosufficienti.

I temi delle liste di attesa infinite e degli aiuti per disabili e anziani sono da tempo al centro del dibattito in Regione e da più parti sono piovute critiche sull’organizzazione dell’Assessorato. La situazione non è mai stata delle più rosee, ma negli ultimi tempi il peggioramento è tangibile e le risorse sono sempre più esigue.

L’Assessore Ferrero risponde con dati che confutano la situazione attuale: in Piemonte risulta che dal 2008 a oggi, per quanto riguarda le strutture per gli anziani non autosufficienti, il numero dei posti letto disponibili convenzionati è aumentato da 14 mila circa a oltre 16 mila. Anche per quanto concerne le strutture dei disabili risulta che i posti letto in strutture semiresidenziali sono aumentati da 2.882 a 3.980, nelle strutture residenziali il numero invece è rimasto invariato e supera i 3 mila posti letto.

A volte però anche le più autorevoli opinioni possono essere disattese semplicemente controllando personalmente le situazioni e andando oltre ai semplici numeri e conoscendo ciò che quei numeri rappresentano in realtà: delle persone.

Basta fare un giro per le case di riposo dei dintorni di Alba e alla richiesta di informazioni sui contributi la risposta è la stessa ovunque: “non ci sono fondi per le integrazioni delle rette, tutto fermo mi dispiace”. Ne sa qualcosa il Sig. Beppe di Alba, che con una madre 99enne non autosufficiente è costretto a pagare 1900 euro al mese per mantenerla in una struttura adeguata (senza calcolare tutte le spese extra). Con la pensione dell’anziana (500 euro) e i pochi soldi a disposizione nel giro di alcuni mesi le cifre risultano proibitive.
L’unica speranza resta la visita per l’invalidità, che consente l’accesso alle liste di attesa. Ma anche in questo caso la situazione non è migliore, ad essere ottimisti si parla di mesi di attesa per i contributi.

Tutto questo accade non in un paese del Terzo Mondo ma nell’elitario Piemonte, regione virtuosa e popolata da benestanti, ma chissà perché con sempre più situazioni tragiche nonostante i “dati ufficiali”.

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