La Regione taglia sui progetti di ricerca e sviluppo

“ll Piemonte è una regionale industriale e non può vivere di solo turismo enogastronomico”. Queste le parole di Roberto Cota alla conferenza stampa di fine anno, con le quali tracciava la via per il 2011 continuando il lavoro svolto nel suo primo anno di Presidente della Regione Piemonte. Trasporti, sanità, lavoro e competitività erano le parole magiche del 2011. Almeno secondo le promesse del Presidente.

Pronti, via. Il 2011 inizia e la Giunta Regionale non si adagia sugli allori ma si rimbocca le maniche, abbassa la testa e si mette al lavoro. Prima lo stralcio di riforma sanitaria, poi i bonus per famiglie e lavoratori e infine l’inizio dell’iter per il nuovo Piano Casa.

Ma non sono solo i grandi progetti a tenere occupata la Giunta: si sa che a ogni inizio anno ci sono le tante piccole beghe burocratiche da rinnovare: affitti, tributi, concessioni, bandi con cadenza annuale. E tra le tante cose magari qualcosa può sfuggire all’attenzione.

Succede quindi che, con delibera della Giunta del 17 Gennaio 2011 si attiva un bando che oramai da diversi anni viene effettuato: il bando Manunet. Questo bando, in apparenza poco significativo, in realtà è molto importante perché va a finanziare progetti transnazionali di ricerca e sviluppo per piccole e medie imprese operanti nell’ambito manufatturiero, che in Piemonte sono più di 48 mila.

Fin qui niente di strano, se non fosse che la copertura finanziaria per il bando 2011 è di 3 milioni di Euro, in drastico calo rispetto agli anni passati: nel 2010 la copertura fu di 7 milioni, così come nel 2009, mentre nel 2008 fu “solamente” di 4,5 milioni di Euro.
Il finanziamento è stato quindi più che dimezzato rispetto agli altri anni, forse per aumentare la competitività tanto decantata dalla Giunta Cota: infatti con i pochi soldi messi a disposizione, le imprese dovranno competere ferocemente per poter avere dei finanziamenti.

Fortunatamente nel bando è specificato che la dotazione finanziaria “potrà essere integrata con eventuali economie che si dovessero accertare in riferimento ai bandi attualmente già attivi”, si spera quindi che avanzino dei soldi da altri bandi per poter finanziare ulteriormente la ricerca delle imprese manifatturiere in Piemonte, che per loro sfortuna non si occupano di turismo enogastronomico.

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