I Piemontesi del Fli gettano il cuore oltre l’ostacolo

“Piemontese falso e cortese” si diceva un tempo degli abitanti della nostra Regione. A vedere le ultime notizie politiche forse non si ha tutti i torni. Il walzer delle poltrone in Parlamento continua come un turbine e non accennano a diminuire i cambi di maglia e fazione.

A dare il via a questa nuova tranche di mercato delle seggiole ci ha pensato il Senatore Cuneese di FLI Giuseppe Menardi, nominato responsabile Energia e Infrastrutture quando entrò nel partito, nel lontano (politicamente) 2010. “E’ questo il momento di valutare attentamente il proprio posizionamento per non incorrere in pericolose derive che il nostro elettorato non capirebbe.” Queste le parole del Senatore il 16 Dicembre. Chissa come spiegherà ora al suo prezioso elettorato il suo doppio carpiato con avvitamento. Per il momento il comunicato ufficiale è stato il seguente: “La mia esperienza all’interno di Futuro e libertà al Senato è finita. Non condivido l’idea di un’alleanza di tutti contro Berlusconi, che ci esclude dal campo del centrodestra. Per me il percorso si è concluso con il nuovo organigramma del partito. Torno nei confini della maggioranza parlamentare. Credo che dovremo trovare qualche collega per dare spazio ad un’anima critica nel centrodestra, in modo che sia la terza gamba della maggioranza. Per quanto mi riguarda, non c’è più il gruppo, ne sono uscito. Non c’è bisogno di scriverlo a Viespoli perchè gliel’ho già annunciato di persona”.

A chiudere il doppio carpiato con un entrata in acqua senza schizzi ci ha pensato il frontman del FLI Piemonte, Roberto Rosso: con una nota del coordinatore nazionale del PDL Verdini è stato ufficializzato “l’acquisto” di Rosso, che coordinerà il partito nella provincia di Vercelli. Notizie stupende soprattutto per l’attuale coordinatore della provincia di Vercelli, che aveva così commentato la sua uscita dal partito nel (sempre più lontano) novembre 2010: “Non credo che possa lamentarsi di come e’ stato trattato visto che gli e’ stata data la possibilita’ di fare 16 anni alla Camera, di cui due da sottosegretario. Invece di coprirlo di contumelie io ringrazierei il partito che mi ha offerto questo palcoscenico”.

Momenti di giubilo e serenità per i due figlioli prodighi che tornano all’ovile dopo la loro sfortunata esperienza all’opposizione. Speriamo che per possano mantenere una linea permanente per almeno qualche mese, perché altrimenti “il nostro elettorato non capirebbe”, ammesso che ancora ci capisca qualcosa.

 

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