Risarcimento di 3 Milioni in USA per la Nutella

La filiale Usa della Ferrero paghera’ un risarcimento da oltre tre milioni di dollari per la pubblicita’ ingannevole della Nutella. L’azienda ha infatti raggiunto un accordo dopo che alcuni consumatori in California e nel resto degli Stati Uniti hanno intentato due class action, sostenendo che gli ingredienti della Nutella non sono affatto salutari come invece sosteneva la campagna pubblicitaria. Secondo l’accordo, la Ferrero paghera’ quattro dollari per ogni barattolo acquistato tra il 2009 e il 2012 (ma si potranno ‘denunciare’ fino a cinque barattoli e la domanda di risarcimento andra’ presentata entro il prossimo 5 luglio). In particolare il risarcimento e’ previsto per i consumatori della California che hanno acquistato la famosa crema da spalmare a base di nocciole e cacao dall’agosto del 2009 al gennaio del 2012, mentre per il resto degli Stati Uniti valgono gli acquisti fatti dal gennaio del 2008 al febbraio del 2012. Secondo le associazioni dei consumatori la Ferrero nel promuovere la Nutella avrebbe tralasciato di spiegare che una spalmata del prodotto su un toast contiene ben 200 calorie, con 11 grammi di grassi (di cui 3,5 saturi) e 21 grammi di zucchero.

A dire il vero nella pubblicità americana della Nutella non si fa riferimento al prodotto come salutare ma si dice solamente che è “quick and easy” per la colazione. E’ anche vero che la stessa pubblicità cita alcuni ingredienti come latte, nocciola e cacao tralasciando lo zucchero e l’olio vegetale, che costituiscono circa il 60% del prodotto finale.

fonte: ansa.it

Per aprire gli occhi sulle vicende che interessano il Moscato

Lettera spedita a tutti i produttori di Moscato d’Asti per informarli sulle ultime vicende.

Il decreto legislativo n. 61 del 9.4.2010 all’art. 7 punto 3 lettera a) dice a proposito dei Consorzi di tutela :

Il riconoscimento è attribuito se il consorzio sia rappresentativo di almeno il 35% dei viticoltori e di almeno il 51% della poduzione certificata dei vigneti iscritti allo schedario viticolo della relativa Denominazione di Origine o Ig riferita agli ultimi due anni.

Al punto 4 dello stesso decreto viene chiarito:

Il consorzio riconosciuto per poter applicare la regola “erga omnes” (nei confronti anche dei non associati) deve avere almento il 40% dei viticoltori e di almeno il 66% della produzione certificata di competenza dei vigneti dichiarati a Denominazione di Origine o IG.

In parole povere se il Consorzio dell’Asti ha circa 2200 produttori di uva moscato con il 66% del prodotto può decidere anche per i non associati.

Negli anni passati la ditta Fontanafredda è uscita dal consorzio, nel 2009 sono uscite le ditte Gancia e Martini & Rossi unitamente alla Cantina sociale Vallebelbo di Santo Setfano Belbo , nel 2010 si sono tirate fuori la Cantina sociale di Cossano Belbo, la Produttori Moscato d’Asti Associati e tanti piccoli produttori, tra gli altri i Vignaioli di Santo Stefano Belbo, Paolo Saracco di Castiglione Tinella presidente di Moscatellum, Michele Chiarlo di Calamandrana, La Spinetta di Castagnole Lanze, Giovanni Satragno di Loazzolo, Roberto Sarotto di Neviglie, Dante Rivetti di Neive….

Tutto questo è stato oggetto di discussione nell’assemblea generale del CTM che si è svolta a Santo Stefano Belbo lunedì 17.gennaio.

In tale occasione sono state fatte alcune richieste:

1- Si è chiesto ai fuoriusciti di convocare una conferenza stampa nella quale vengano spiegati i motivi per i quali hanno lasciato il Consorzio.

2- Si è chiesto al Consorzio di convocare delle riunioni nelle quali vengano spiegati i diritti e i doveri degli associati.

3- Si è chiesto all’Assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte se non sia opportuno che a presiedere il consorzio debba essere una personalità al di sopra delle parti.

La risposta è immediatamente arrivata.

Lunedì 31 gennaio 2010 alle ore 18 presso il Salone del Centro Sociale di Santo Stefano Belbo, i fuoriusciti dal Consorzio alla presenza dell’Assessore Regionale Claudio Sacchetto spiegheranno le loro ragioni e nel contempo si discuterà delle nuove adesioni al Consorzio firmate dai produttori presso le ditte alle quali conferiscono le uve.

giovanni bosco



Lettera aperta ai Cobas del Moscato

Carissimo,

sono passati dieci anni da quando insieme a Te abbiamo dato uno scossone al “mondo del Moscato”, iniziando una rivoluzione che ha dato i suoi frutti.

L’Associazione dei Comuni del Moscato d’Asti per la difesa del territorio è ormai una grossa e importante realtà.

Scuotere un mondo ancorato a delle radicate consuetudini comporta sempre un grosso rischio.
Le vicende che in questi giorni stanno investendo questo “mondo del Moscato” è solamente l’onda lunga di quella rivoluzione.

Fra gli scopi di quegli anni vi era quello di rilanciare il Moscato d’Asti per risolvere il problema delle giacenze senza più ricorrere alla distillazione .
Quest’anno le vendite del moscato d’Asti si sono avvicinate a quei 20 milioni di bottiglie che noi avevamo programmato con la nascita degli Ambasciatori del Moscato d’Asti.
Se si fosse solamente puntato sull’ Asti Spumante quest’anno anzichè avere una resa di 105 q.li per ettaro saremo fermi ad 80 q.li per ettaro.
L’obiettivo raggiunto anzichè portare armonia all’ambiente ha creato nuovi problemi.

Oltre venti aziende, e nomi importanti come Martini e Rossi, Gancia, I Vignaioli di Santo Stefano, Paolo Saracco di Castiglione Tinella, Michele Chiarlo di Calamandrana, Dante Rivetti di Neive, sono uscite dal Consorzio dell’Asti Spumante, accusando lo stesso di fare una politica di quantità anzichè di qualità.
La città di Asti rivendica la primogenitura del nome e vuole essere inserita nel disciplinare di produzione, ma il Consiglio di Stato ha detto no.
Ditte vinicole che senza tante spiegazioni hanno iscritto i propri conferenti al Consorzio dell’Asti Spumante.
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Serve pertanto una forte presa di posizione da parte di coloro che nel 1999 diedero vita alla “rivoluzione”
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Il CTM Lunedì 17 gennaio alle ore 21 si riunisce presso il salone comunale di Santo Stefano Belbo per discutere di queste nuove situazioni.
Ci saranno anche i giornalisti del settore.
Se hai ancora voglia di combattere, prima che siano gli altri a prendere le decisioni anche per Te, non mancare!
Vieni anche Tu.
Ti aspetto.

giovanni bosco
Presidente Ctm