Vendola batte Berlusconi? Si, su Facebook.

Facebook è diventato quest’anno il 3 “paese” più popolato del Mondo dietro a Cina e India, superando quota 500 milioni di iscritti. In Italia si è calcolato che circa il 65% delle persone che usano abitualmente Internet è iscritta a Facebook. Perciò il social network si può ritenere un buon osservatorio sull’opinione pubblica.

Da quando è dilagata la Facebook-mania ci si sono buttati anche personaggi pubblici: attori, sportivi e naturalmente politici. Molti personaggi della politica utilizzano periodicamente il portale per esternare dichiarazioni e per mantenere i contatti con i propri elettori e simpatizzanti.

Proprio tenendo d’occhio la “popolarità virtuale” dei vari personaggi pubblici ci si può rendere conto di come è orientata l’opinione pubblica attuale, almeno quella che frequenta il social network. Per esempio si scopre che l’Inter ha il doppio dei simpatizzanti di Milan e Juventus (247 mila contro 105 e 141 mila), che Schumacher ha più tifosi di Valentino Rossi (355 mila contro 128 mila), che Fiorello piace più di Lino Banfi (373 mila e 228 mila).

Guardando i profili dei personaggi politici in alcuni casi si hanno molte sorprese rispetto al reale andamento delle elezioni ed inoltre si nota che i politici più seguiti sono anche quelli che utilizzano Facebook con più frequenza.

Il politico più seguito in assoluto è il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola con 247.335 amici, una frequenza di utilizzo giornaliera e una crescita di circa 4000 unità a settimana. Subito dietro Vendola c’è il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi con 226.604 amici, con un profilo che risulta non aggiornato da circa un anno e un calo degli amici (circa 200 in meno a settimana). Seguono i due esponenti dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro e Luigi De Magistris più staccati (132 mila e 96 mila) in crescita entrambi di circa 3000 simpatizzanti al mese.

In Piemonte la situazione è anche piuttosto curiosa: il politico “preferito” è il Presidente della Regione Cota con 12.468 amici e una crescita di circa 60 persone a settimana. Seconda in ordine di preferenza l’ex presidente Bresso con 7.360 amici in calo di circa 20 unità a settimana. Il terzo candidato, il Consigliere Regionale Davide Bono, ha circa 2000 amici ed ha un aumento di 400 unità a settimana.

Anche molti politici “langaroli” sono sbarcati sul social network e lo utilizzano frequentemente: L’Assessore Regionale Alberto Cirio ha 4.939 amici, l’Assessore Sacchetto 1.118, l’ex consigliere Rabino 3.534, la Presidente Gancia 4.574.

Insomma molti politici usano Facebook, chi più frequentemente chi meno, ma tutti sanno che può essere un ottimo modo per essere sempre vicini a chi li vota.

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Facebook, Politica e altri metodi di coltivazione dei pomodori

La politica vive di consensi.

Ogni aspirante a una carica, ogni rappresentante di partito, ogni militante politico deve saper arringare le folle, saper trovare il favore del popolo e avere la certezza di poter contare su un nutrito gruppo di persone alle proprie spalle.

Quale modo migliore al giorno d’oggi di trovare consensi se non i social network?

Facebook è una miniera d’oro di teste vuote, gonzi e altri personaggi di facile convinzione, che possono creare il “numero” necessario a un partito per poter far valere le proprie posizioni. E in Facebook i numeri sono molto più elevati che nella vita reale, così chiunque può atteggiarsi a moralizzatore semplicemente mostrando i grandi consensi che trova sul più famoso social network, soprattutto agli occhi degli insperti.

Sulla Gazzetta d’Alba di questa settimana vi sono diversi articoli riguardo alle prossime elezioni. Oltre a presentare i vari schieramenti e candidati, sono stati intervistati alcuni giovani esponenti politici e frequentatori di gazebo dei partiti. Tra le varie opionioni esposte, vi è una particolarmente curiosa: i giovani delle Lega Nord, che si battono contro i limiti di tasso alcolemico alla guida, forti del fatto che il loro gruppo Facebook Io sto con Zaia: basta considerare ubriaco chi beve due bicchieri di vino! conta oltre diecimila iscritti (10.337 per la precisione).

Agli occhi di un inesperto diecimila persone possono sembrare un’enormità, ma in realtà sono davvero un’inezia rispetto alle vere possibilità del social network. I numeri in questo caso vengono utilizzati per avere il consenso che in realtà non si ha, per far credere di avere la forza di un vasto popolo alle proprie spalle.

La realtà è che un gruppo su Facebook per dirsi “di successo” dovrebbe avere un numero di iscritti dell’ordine delle centinaia di migliaia. Senza contare che, per ogni gruppo, solitamente si vedono nascere altri “controgruppi” di pensiero opposto, e il vero successo si vede da chi dei gruppi ottiene più consensi. I militanti della Lega lo sanno bene e parlano di alcuni gruppi alla stampa, mentre non menzionano altri gruppi anche più numerosi di cui sono membri.

Alcuni esempi: autovelox vaffanculo (conta 585.666 fan), io odio le zanzare (878.910), Renzo Bossi (figlio d’arte, quello del gioco “affonda il clandestino”, 3000 fan), grazie a dio non sono comunista (9.151), antonio di pietro facci un miracolo sparisci! (5.072), lanciamo un vibratore alla Bindi e un dizionario a di pietro, grazie a dio in famiglia non abbiamo comunisti (118.318), io sto con maroni SI al respingimento dei clandestini (22,249),ammazzare chi ti viene a rubare in casa non è un reato..è un diritto (16.196). Magari nelle prossime interviste i giovani padani potrebbero vantarsi di alcuni di questi gruppi.

Senza parlare dell’argomento “con due bicchieri di vino non si è ubriachi”, tralasciando il fatto che la guida in stato di ebrezza è causa di circa diecimila morti all’anno. Guarda caso, uno per ogni fan del gruppo Facebook.