L’elezione di Napolitano e i politici Piemontesi

21.04.2013: Giorgio Napolitano viene rieletto Presidente della Repubblica grazie ai voti di Pd, Pdl e Lista Civica Monti.

Molti elettori del Partito Democratico vedono questa rielezione come un grande inciucio con il Pdl, come una sconfitta del Partito Democratico e di Bersani. Alcuni di loro danno sfogo alla propria delusione sui profili Facebook dei propri rappresentanti locali.

Tra i molti politici “presi di mira” in questi giorni vi sono anche i parlamentari Piemontesi del Partito Democratico, che hanno visto le proprie bacheche prese d’assalto da cittadini indignati e anche da alcuni sostenitori.

Mino Taricco sulla propria pagina Facebook ha definito l’elezione di Napolitano ” la miglior soluzione possibile“. Puntualmente alcuni dei suoi più affezionati elettori Cuneesi hanno fatto presente all’Onorevole alcune divergenze: Gianluca scrive “ma fatti furbo non ti vergogni?”, Elena fa sapere che ” non è in discussione il valore di Napolitano ma il vostro di parlamentari del Pd. per la prima volta sono molto delusa di voi…”, Andrea rincara la dose ” Mi dispiace tanto Mino ma io come prima cosa non prenderò più la tessera del Pd perché ne sono sempre più deluso….”.

Enrico Borghi subito dopo l’elezione di Napolitano scrive che “Giorgio Napolitano e’ un presidente che unisce il Paese. Stefano Rodota’ e un candidato che lo divide. Per questo ho votato Napolitano.“. Pino pone una piccola obiezione “con tutto il rispetto, se l’unione è farsela con delinquenti e mafiosi, preferisco starmene in campagna a coltivare ortiche.”, anche Giorgio ha qualche dubbio che lo insinua “hai visto mai che da Costituzionalista spingesse per attuare la Costituzione… sono idee strane.”, mentre Licia dà pienamente ragione all’onorevole, infatti a suo dire  “Rodotà probabilmente dividerebbe, soprattutto gli onesti dai disonesti. Questa é la sensazione degli elettori.”

 

Quanti soldi buttati nei cessi..

Proprio in queste ore si sta svolgendo a Torino una fiaccolata “in difesa del voto” promossa dal Presidente della Regione Roberto Cota.
Ma l’ex onorevole da poco dimessosi non è l’unico esponente della Lega Nord a mobilitarsi e a far sentire la propria voce.

Sabato 26 Giugno il Ministro Roberto Calderoli è intervenuto alla festa organizzata dalla Lega a Roccaforte Mondovì. L’esponente del governo ha arringato la folla estasiata e compiaciuta, parlando del prossimo pronunciamente del Tar in merito al ricorso presentato da Mercedes Bresso, continuando con la politica e la nazionale di calcio e soffermandosi poi sulla sua personale lotta agli sprechi. Proprio parlando degli sperperi nelle Regioni Calderoli ha ricordato come tempo fa rimase basito quando scoprì che nel bilancio della Regione Lazio 750 mila euro erano destinati alla cura dei gabinetti.

Oggi, lunedì 28 Giugno, nel consiglio Provinciale di Cuneo si è discusso dei tagli che la manovra finanziaria apporterà alle province. I consiglieri Delfino (UdC) e Taricco (PD) hanno protestato contro le decisioni prese dalla Giunta provinciale per sopperire alla mancanza dei fondi, risultando poco incisive e con gravi ripercussioni sugli enti pubblici. La Presidente della Provincia Gianna Gancia ha prontamente risposto che “Speriamo che le realtà virtuose vengano, in futuro, premiate con il federalismo perché spendere 50 euro al mese per la manutenzione di ogni asse del gabinetto nel Lazio è troppo“. Probabilmente in quel momento saranno fischiate le orecchie al Ministro Calderoli.

Tralasciando il fatto che se entrambi i politici hanno detto il vero significa che la sede della regione Lazio ha qualcosa come 250 gabinetti, la battaglia che gli esponenti della Lega Nord vuole intraprendere contro gli sprechi sembra molto decisa. Si vuole limitare gli sperperi di denaro partendo proprio da quelli più eclatanti: non le auto blu, non la pensione anticipata dei parlamentari, non l’evasione fiscale, bensì i gabinetti della Regione Lazio. Quelli si che sono soldi buttati nel cesso.

Gancia & Taricco e il terrore degli impianti fotovoltaici

Il Consiglio provinciale odierno è cominciato con la presidente, Gianna Gancia, che ha esternato i propri dubbi su un gravissimo problema che sta affliggendo il nostro territorio. Gli impianti fotovoltaici.

La Presidente ha ammesso di essere molto preoccupata per la proliferazione smodata di questi impianti, dicendo che “stiamo ricevendo una marea di richieste a cui non possiamo non dare autorizzazione perché manca legislazione. Ci sono gli incentivi, l’energia data è ridicola rispetto alle dimensioni e alla deturpazione del panorama. Chiedo l’impegno di tutti, anche delle commissioni. Stiamo deturpando il nostro paesaggio.” Con le lacrime agli occhi si è poi accasciata inerme sulla sua poltrona, rincuorata dai compagni di partito.

Ma l’opposizione non c’è stata, ha saputo cogliere la palla al balzo e difendere l’energia sicura e rinnovabile da loro tanto osannata. O almeno così sarebbe dovuto andare. Invece il consigliere di minoranza Mino Taricco (PD) ha dato ragione alla Presidente: “Chiediamo intervento urgente, concordo con la Presidente. La regione ha varato linee guida perché non ha potere legislativo. È un disastro quello che si sta palesando.

Un vero disastro quello del prolificarsi degli impianti fotovoltaici. Se pensiamo a tutti i danni che stanno creado questi impianti, all’impatto ambientale devastante sul territorio e sulla salute dei cittadini e che sono davvero un pugno nell’occhio nel nostro bel panorama.

Forse quello che salverebbe il “disastro” è una bella centrale nucleare, come auspicavano i partiti di punta alle ultime elezioni Regionali.

Una bella centrale che non fa danni al territorio: solo una piccola emissione di materiali radioattivi sotto forma di effluenti liquidi e gassosi (trizio, ferro, cesio, cobalto, radio, stronzio).

Una bella centrale che non fa danni alla salute: solo ai bambini che vivono entro 5 km dalla centrale e che hanno il 76% in più di rischio di contrarre una banale leucemia.

Una bella centrale che non deturpa il territorio: vogliamo infatti mettere a confronto un bell’impianto nucleare con uno fotovoltaico? Le immagini parlano da sole.

Centrale nucleare di Civaux (Francia)

Impianto fotovoltaico

Speriamo perciò che la nostra provincia possa salvarsi da questa immonda piaga che sta flagellando il nostro territorio, e che Lega e PD insieme possano finalmente debellare questo virus e portarci verso un roseo futuro con l’energia nucleare.

Le premesse ci sono tutte visto che tra i possibili siti in cui costruire centrali nucleari c’è anche Fossano. Per fortuna avremo una centrale nucleare vicino a noi e potremo eliminare questi orrendi impianti fotovoltaici.

Il Pd nudo con le mani in tasca.

Finite le elezioni, è tempo per i vincitori di festeggiare e per gli sconfitti di analizzare le ragioni della sconfitta.

Ad uscire sconfitta dalle elezioni regionali è la politica in generale, che vede un drastico calo dei votanti  rispetto agli aventi diritto: 69% in diminuzione rispetto al 71,4% del 2005. A causa di questo dato molti i partiti hanno perso elettori:

  • Pdl: passato da 652.821 elettori (Fi+An) a 474.431 (178.390 voti in meno);
  • Pd: da 623.687 (Ds+Margherita) a 439.663  (184.024 voti in meno);
  • Udc: da 93.998 a 74.412 (19.586 voti in meno);

Mentre, nonostante il calo di affluenza, altri partiti hanno subito un notevole aumento:

  • Lega Nord: da 173.208 a 317.065 (143.857 voti in più);
  • IdV: da 30.947 a 130.649 (99.702 voti in più);

Il grande sconfitto è però il PD che si vede scippato del governo in regione e costretto a mandar a casa molti ormai ex  consiglieri.

Molti militanti del Pd stanno cercando un modo per risollevare le sorti del partito e riportarlo agli sfarzi di un tempo (se mai ci sono stati momenti sfarzosi nel Pd). Massimo Scavino pubblica su Gazzetta d’Alba e sulla sua pagina di Facebook una riflessione su come atturare una “rifondazione democratica” del PD.

Partire con il definire l’identità del Pd. Eh si, perché diciamoci la verità, nessuno sa bene cosa sia il Pd. Il Pd è un po’ come quegli imbucati al matrimonio, che tutti vedono e pensano “saranno parenti di altri” ma in realtà nessuno conosce. Chi davvero può dire di conoscere il Pd, sapere cosa vogliono fare, quali sono i loro obbiettivi, le loro finalità?

Dopo aver capito per bene chi sono, magari con l’aiuto di un bello specchio, puntare su proposte innovative e interessanti: laicità, ridimensionamento dei compensi della casta, economia verde, ascolto dei veri problemi dei cittadini. Tutte belle parole, peccato che in cinque anni di governo del Piemonte non si sia ridimensionato alcuno stipendio e che la loro “green economy” fosse una campagna elettorale incentrata su Tav e Nucleare. Certo, anche il nucleare in un certo senso crea del verde, quello delle radiazioni.

Mariano Rabino contribuisce a questa riflessione sul Pd e la affida al suo profilo di Facebook: “pensa che il Pd abbia bisogno di una frustata…liberale….non liberista…..che parta dal basso, dalla periferia!”. Gli elettori del Pd sono anni ormai che aspettano un cambiamento liberale e di sinistra della politica italiana, pian piano lo capiscono anche i politici. Bisogna dargli tempo, mica è il loro lavoro.

Infine, Mino Taricco propone un’accurata riflessione sul possibile cambiamento all’interno del partito, concludendo che  “dobbiamo uscire dai nostri cenacoli in cui si parla di “politica” e tornare nel concreto ad occuparci dei problemi delle persone”. Forse ha colto il nocciolo del problema: la politica non si occupa dei problemi delle persone.

Forse l’unico modo per rifondare davvero il Partito Democratico è svecchiare il partito, non nel senso di abbassare l’età dei politici, ma di trovare facce nuove, persone oneste con la voglia di fare e di lavorare per il paese, accantonando coloro che da vent’anni guidano il partito con i risultati visibili da tutti.

Si vedrà se davvero ci saranno cambiamenti. Il Pd intanto è spodestato dalla guida della Regione Piemonte, denudato dei propri poteri, a guardarsi intorno in cerca di idee. Con le mani in tasca.