No Marello? No Party.

Sabato 11 Settembre il Sindaco di Alba Maurizio Marello ha deciso di festeggiare assieme alla propria coalizione e ai cittadini il primo anno di governo. La festa, organizzata in Piazza del Duomo, comprendeva un momento di spettacolo per bambini e successivamente l’intervento del Sindaco Marello e dell’ospite della manifestazione, il primo cittadino di Lecco Virginio Brivio.

Non lo avesse mai fatto. Subito si sono levati cori di proteste dalle opposte fazioni politiche, soprattutto da alcuni esponenti del PdL.

I primi a scagliarsi contro l’avvenimento sono stati i dirigenti del PdL Albese, polemizzando sulla data scelta per la celebrazione. Secondo i dirigenti del PdL albese in quella data si devono ricordare le vittime dell’attentato alle Torri Gemelle del 2001 e non pare opportuno festeggiare vista la triste ricorrenza.

Non paghi del polverone creato, a supporto dei dirigenti si sono immolati dalle retrovie altri due esponenti del PdL: Emanuele Bolla e Domenico Boeri. Sulla Gazzetta d’Alba di questa settimana i due contestano a Marello una serie di “affissioni selvagge” e inoltre  “la mancanza dei timbri che dovrebbero corredare ogni affissione”.

Infine a dare il colpo del K.O. ci ha pensato nuovamente il gruppo PdL tutto, sempre su Gazzetta d’Alba, lamentando la mancata pubblicizzazione dell’imminente Fiera del Tartufo. “La festa del “sindaco” è pubblicizzata dappertutto mentre per la Fiera non si provvede a far nulla” asseriscono i Pdl-ini, e ancora “Negli anni passati sin dal mese di Luglio erano presenti i dèpliant della fiera [..] oggi nulla: solo manifesti e “autoparlanti” [?] che ricordano la festa del Sindaco in piazza del Duomo.”

Il Sindaco e la sua coalizione non hanno fatto attendere le risposte,recapitate a mezzo stampa e tramite il blog di Marello.

Il capo gabinetto Gianfranco Maggi ha sottolineato che “tale manifestazione è stata voluta, preparata, propagandata (e pagata) appunto da un gruppo di formazioni politiche, e che nessun onere di alcun tipo ha comportato per l’Amministrazione comunale” e inoltre “concordiamo che l’11 settembre debba sempre indurre a riflessioni intorno alla tragedia del 2001. E la festa [..] è stata utilizzata anche per richiamare l’attenzione dei cittadini su fatti atroci.

Il comitato organizzatore ha invece replicato a Boeri e Bolla precisando che “Per i manifesti affissi negli appositi spazi AIPA è stata regolarmente pagata la tassa affissioni e tutte le locandine appese nei bar e negozi della città erano regolarmente timbrate.”

Insomma, come tutte le feste che si rispettino, si è creato un po’ di clamore attorno all’evento. Chi era a favore, chi criticava. Magari il prossimo anno il Sindaco potrà organizzare un bel viaggio al Polo per tutti i politici albesi, per raffreddare i bollenti spiriti.

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Cirio, la grande sfida: gli alleati

Mi ritrovo a dover scrivere del politicante numero uno di Alba a un giorno di distanza dall’articolo in cui si raccontava del suo giornale. Arriva infatti oggi nelle case dei langaroli uno dei settimanali d’informazione del territorio: La Gazzetta d’Alba.

Nemmeno il tempo di aprirla e sfogliare qualche pagina che ritrovo una lettera, anonima, di un lettore indignato per la pubblicità di Cirio all’interno del calendario in regalo con Gazzetta. La lettera recita così:

“Che bello, oggi è martedì:arriva Gazzetta d’Alba”. E’ la frase che ogni settimana si ode in casa mia. E’ il mio giornale, il nostro giornale, un grande giornale ricco di notizie, meticoloso ed essenziale, sensibile ai problemi del territorio. Abbinato all’ultimo numero trovo in regalo un meraviglioso calendario: omaggio del direttore. Titolo “2010, un anno di musica con gazzetta d’alba”. Come mi accingo a sfogliarlo vengo immediatamente rapita dalle incantevoli foto che riconfermano la bravura di Silvia Muratore e Bruno Murialdo. Sono foto che fanno sognare a occhi aperti!

La magia putroppo finisce in un baleno quando i miei occhi scorgono una frase presente da gennaio a marzo: “La voce di Langhe e Roero. Alberto Cirio. Il popolo della librtà”. La cosa mi lascia sbalordita e senza parole. Avverto subito un pugno allo stomaco. Mi sento tradita da Gazzetta d’Alba. Scusate l’ingenuità: il suddetto giornale non dovrebbe essere indipendente? Con grande dispiacere sarò costretta a cestinare il meraviglioso calendario in quanto la musica citata non è la mia musica!

Di solito poche lettere trovano risposta da parte della redazione, ma un simile affronto non può di certo passare inosservato. Ecco allora l’immediata risposta da parte di un giornalista di Gazzetta (anch’esso anonimo) :

Il calendario è un omaggio del giornale ai lettori e la pubblicità serve solo a sostenere, parzialmente, il costo. Certo, se un dono non è gradito a causa di un certo tipo di pubblicità non resta che prenderne atto. Non c’è comunqui alcuna svendita della nostra indipendenza, anche perchè tra l’altro il giornale ospita inserzioni promozionali di diverse parti politiche.

Argomenti validi quelli portati in risposta alla lettera, che però contengono qualche pecca.

Primo: è vero che essendo il calendario un omaggio, la sua diffusione si ha grazie agli inserti pubblicitari. Sono davvero pochi, per non dire nessuno, i calendari omaggio che non hanno all’interno pubblicità. Si dovrebbe però scegliere accuratamente la pubblicità da inserire in un calendario allegato a un settimanale. Come non si può pensare di mettere la pubblicità di un sexy shop o di un armeria, perchè potrebbero risultare offensivi, si dovrebbero allo stesso modo evitare pubblicità a scopo politico, religioso o ideologico. Si tratta pur sempre di un omaggio fatto alla totalità della popolazione e perciò non può contenere messaggi che qualcuno potrebbe non condividere.

Secondo: a una lettera del genere si potrebbe rispondere “se non ti piace hai solo da buttarlo, mica l’hai pagato.” Ma come ha diritto a ricevere l’omaggio un simpatizzante di Cirio, lo stesso diritto dovrebbe avere un simpatizzante di Rabino o persino una persona che non vuol sentire parlare di politica. Per questo motivo è sbagliato usare questo omaggio a scopi propagandistici (ricordiamo che il calendario ha come tema la musica).

Terzo: La Gazzetta sostiene che comunque non perde la propria indipendenza, dato che contiene pubblicità di diverse fazioni politiche. Affermazione che si è rivelata vera per il periodo elettorale, ma vediamo ultimamente che spazio hanno le diverse fazioni politiche. Sull’ultimo numero (5/1) vi è solo un’inserzione in prima pagina del buon Cirio. Penultimo numero (22/12) un paginone intero sempre per il nostro Cirio. Nel terzultimo (15/12) a pagina 7 troviamo Toselli (PDL), a pagina 11 paginone di Rabino (PD), Cirio probabilmente era in vacanza. negli ultimi tre numeri quindi abbiamo un risultato di 3 inserzioni a 1 per il PDL. Certo non è colpa di Gazzetta se il Pd non fa inserzioni, ma è giusto chiarire.

Contento che qualche altro lettore oltre a me abbia notato l’anomalia Ciriana, spero in futuro che il calendario di Gazzetta, tralaltro contenente foto molto suggestive, possa essere distribuito grazie a inserzioni pubblicitarie un po’ più “Bipartisan”.