Cirio assume solo professori piemontesi.

Grandi polemiche si sono accese dopo l’audizione dell’Assessore Regionale Alberto Cirio durante la riunione della VI Commissione del Consiglio Regionale del Piemonte.

Cirio, commentando lo stanziamento di dieci milioni di euro a sostegno degli insegnanati precari, fa sapere che la Regione assumerà soltanto insegnanti “residenti in Piemonte e non meridionali”. Non si fanno attendere le proteste e lo sconcerto da parte dei consiglieri del PD che, nelle persone di Gianna Pentenero e Nino Boeti, fanno sapere: “Evidentemente la destra ha fatto propria l’idea leghista della scuola, con insegnanti solo ‘padani’. A parte le affermazioni dell’Assessore Cirio sugli insegnanti meridionali, che denotano cattivo gusto e scarsa competenza, invitiamo l’Assessore a considerare quanto sia pericoloso per la Regione sostituirsi a competenze che la Costituzione riserva allo Stato.”

Cirio non ci sta a subire critiche e subito risponde: ” Quello sconcertato sono io. Cio’ che stiamo valutando e’ la possibilita’ di dare priorita’ a coloro che sono residenti in Piemonte, qualunque sia la loro regione d’origine, per tre semplicissimi motivi: per queste assunzioni useremo risorse regionali, cioe’ pagate dai cittadini piemontesi, e quindi mi sembra giusto e naturale poter dare priorita’ a chi ha la residenza in Piemonte; in secondo luogo il requisito della residenza e’ garanzia di continuita’ didattica, perche’ ci permette di avere insegnanti che porteranno a termine l’anno scolastico evitando la spiacevole situazione, che purtroppo spesso accade, di abbandono delle classi a meta’ anno per un riavvicinamento a casa; in ultimo questo non e’ che il primo passo verso le graduatorie regionali nella pubblica istruzione, obiettivo che intendiamo realizzare con il definitivo passaggio di competenze dell’istruzione alla Regione”.

A supporto di Cirio accorrono anche i leghisti Mario Carossa e Michele Marinello che precisano: “Non è un mistero che molti insegnanti in arrivo da altre regioni, una volta ottenuto il posto, chiedono il trasferimento vicino a casa e piantano gli alunni a metà anno. -E ancora- Gli insegnanti meridionali vanno al Sud a Natale e ritornano a Pasqua.”

La Pentenero infine fa notare che “Dietro alle affermazioni populistiche secondo le quali il rifinanziamento della legge 28/2007 vedrebbe un aumento di 23 milioni di euro, in realtà, a fare i conti con precisione, con la manovra di assestamento al bilancio assistiamo a una riduzione degli stanziamenti di ben 13 milioni di euro rispetto alla precedente amministrazione di centrosinistra”.

Tra le varie magagne politiche nessuno ha ricordato una semplice cosa: l’articolo 4 della Costituzione asserisce che La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto, siano essi residenti a Biella, a Padova o a Vibo Valentia.

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Per gli alluvionati e contro la finanziaria.

La manovra finanziaria 2010, sulla quale si è discusso in lungo e in largo, propone una seria di tagli e adeguamenti per far fronte alla crisi economica e al rischio di crollo dell’Italia come avvenuto poco tempo fa per la Grecia. Tra i vari modi con cui il governo cerca di recuperare liquidità vi è un articolo (art. 12 comma 12) in cui si eliminano i benefici fiscali per gli alluvionati piemontesi del 1994.

Una legge del 2007 aveva disposto che le aziende alluvionate potessero beneficiare di agevolazioni fiscali per gli anni 1994, 1995, 1996, 1997: potevano regolarizzare la loro posizione contributiva e tributaria corrispondendo il 10% di quanto dovuto.  La Corte di Cassazione aveva poi stabilito che anche le aziende alluvionate che già avevano provveduto al pagamento delle imposte valeva l’agevolazione; per cui esse potevano richiedere la restituzione  del 90% del totale pagato.

Ora con la finanziaria la sentenza della Corte di Cassazione sarebbe vanificata, rendendo impossibile la restituzione delle imposte.

La protesta riguardo questo articolo è stata bipartisan: il 4 Giugno in Consiglio Regionale è stato presentato un ordine del giorno a firma dei consiglieri Molinari e Carossa (Lega Nord) che chiede la soppressione dell’articolo. Ai due consiglieri si sono aggiunte le proteste di esponenti del Partito Democratico, dell’Italia dei Valori e del Popolo della Libertà, tra cui il cuneese Francesco Toselli.

L’ordine del giorno è stato approvato e la giunta Regionale si è impegnata per agire nelle opportune sedi affinchè venga soppresso il comma incriminato.